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Manca un mese al matrimonio e Rita NON sa CHI celebrerà, né COSA dirà il celebrante! Ecco 4 consigli per evitare di trovarti nella stessa situazione

Il celebrante che ti hanno consigliato è veramente affidabile?

Quando ho ricevuto la mail di Rita, ieri mattina, erano le 6:25 e stavo facendo colazione seduta al tavolo della cucina. Ero in uno di quei momenti di deliberata pigrizia mentale, hai presente? Tazza di caffè davanti (la seconda della giornata), gatta che fa le fusa in braccio e immancabile cellulare in mano.

Per questo i miei occhi sono passati superficialmente sul punto della mail in cui c’era scritta la data del matrimonio: 11 maggio. “Una bella cerimonia primaverile” ho pensato, sorridendo. Ho continuato a leggere il testo della sua richiesta, ma ad un tratto, in un improvviso lampo di consapevolezza, sono tornata indietro a rileggere.

11 maggio di QUEST’ANNO. Tra UN mese!

Il mio senso di ragno si è subito acceso, spazzando via ogni residuo di sonno, e ho letto molto attentamente la sua mail, che ti riporto (con il suo permesso):

Ciao Claudia, mi sposerò a XXX l’11 maggio e sono in difficoltà per la cerimonia. La wedding planner della sala mi ha proposto un cerimoniere, ma non sono ancora riuscita ad incontrarlo. Quando ci siamo sentiti al telefono, a gennaio, mi aveva detto che era presto, ma adesso la data si avvicina e l’ansia sta salendo. Mi ha detto che farà una breve introduzione e poi chiederà se qualcuno vuole dire qualcosa. Ma io vorrei sapere cosa dirà in questa introduzione? Non vorrei che fosse troppo fredda. Inoltre ancora non mi ha detto quanto mi costerà al cerimonia, non abbiamo niente di scritto. E se non si presenta? Insomma non c’è niente di concreto e io vorrei avere delle risposte. Puoi aiutarmi?

Insomma, manca solo un mese al matrimonio, e Rita:

  • Non conosce il celebrante
  • Non ha ancora iniziato a creare con lui il testo della cerimonia
  • Non ha idea di cosa succederà durante il rito
  • Non ha ancora scritto le promesse

Insomma, è ancora a ZERO, per quanto riguarda il suo rito nuziale.

Ti ho mostrato questa mail non per prendermi gioco di Rita, che ha l’unica colpa di essersi fidata delle persone sbagliate. Ma perché questa è una situazione che migliaia di coppie vivono ogni anno.

Potrebbe essere anche la tua. Quindi voglio prendere spunto da questa storia per aiutarti a valutare il tuo celebrante PRIMA di trovarti imprigionata in una situazione simile.

Se stai pensando che la mia analisi sia fatta in modo da escludere chiunque altro e lasciare me come unica opzione, ti fermo subito. Non è questo l’intento.

Non perché ambisco alla santità, intendiamoci. È ovvio che, se fosse per me, ti direi di lasciar perdere qualsiasi alternativa e scegliere me senza passare dal via. Ma è importante che tu sappia come escludere prima di tutto le persone nocive. Poi possiamo discutere se, tra i veri professionisti, io sono la scelta migliore per te oppure no.

Il celebrante che ti hanno consigliato è veramente affidabile? Ecco i segnali che devi cercare.

Con il boom delle cerimonie civili personalizzate e simboliche, il numero dei celebranti in Italia sta crescendo in maniera esponenziale. Quando ho iniziato io a svolgere questa professione (nel 2009) non esisteva ancora questa figura.

Come per ogni cambiamento, ci sono pro e contro. Da un lato è un bene perché era diventato impossibile per noi celebranti della “vecchia guardia” accontentare tutte le richieste (più di 100mila matrimoni civili all’anno).

Dall’altro, la marea ha portato a riva anche tante persone incompetenti che si improvvisano celebranti. E per una coppia che si sposa per la prima volta (ma anche per la seconda), non è facile distinguere i veri professionisti dai ciarlatani.

Ecco quindi un pratico vademecum con tutte le verifiche che devi fare prima di accettare l’aiuto di un celebrante sconosciuto.

  1. Fatti dire CHI è. Non ti accontentare della classica frase “trovo io qualcuno”. La wedding planner o il direttore di sala che la usa probabilmente ha le migliori intenzioni, ma potrebbe non avere esperienza in materia e non sapere chi consigliarti. Sii puntigliosa. Qualcuno chi? Come si chiama? Qual è il nome della sua azienda?
  2. Fai le tue ricerche. Se questa persona fa questo di mestiere, se ha un’azienda specializzata in cerimonie, sarà visibile da qualche parte. Avrà un sito, una pagina Facebook, un canale Youtube, insomma lavorerà per rendersi rintracciabile. Altrimenti significa che nella vita fa tutt’altro e svolge gli incarichi da celebrante “sottobanco”. E questo non è certo un buon segno.
  3. Studia il suo stile. Qual è il suo approccio? A che tipo di coppie si rivolge? Ci può essere sintonia tra voi? Il celebrante non è un fornitore come gli altri. Se il commesso del negozio dove acquisti le tue scarpe da sposa ha idee diverse dalle tue e “non vi prendete”, poco male. Ma nel caso del celebrante non puoi applicare lo stesso ragionamento. Se non si crea un buon feeling come farà a capirti e raccontare la tua storia in modo emozionante?
  4. Leggi le recensioni. È importante conoscere l’opinione di chi ha già lavorato con quel celebrante. Se non trovi recensioni o video recensioni online, non è un buon segno. Se hai modo di rintracciare quelle persone che hanno lasciato le recensioni e chiedere come si sono trovate, ancora meglio.

Insomma, devi essere un po’ Sherlock Holmes.

Tieni d’occhio, inoltre, questi importanti sintomi. Dovresti insospettirti SE il celebrante:

  1. Non ti spiega come funzionerà il vostro lavoro insieme.
  2. Non sa darti delle tempistiche o indicazioni sulle tappe del percorso.
  3. Non accetta di incontrarti, è sfuggente, o poco collaborativo.
  4. Non ti dice qual è la spesa che dovrai sostenere.
  5. Non si impegna con un contratto scritto.

E soprattutto, se non ti permette di sapere prima COSA dirà!

Questo è IL sintomo per eccellenza. Un celebrante non ti può lasciare nell’incertezza fino al giorno del matrimonio!

Significherebbe imbarazzo assicurato. Saresti lì, con un turbinio di emozioni, incertezze e paure che raggiungono vette mai viste e IN AGGIUNTA il disagio di non sapere se dirà qualcosa che ti piace. Se ti metterà in imbarazzo, se ti farà fare una figuraccia.

No, semplicemente NON si può!

Tanto vale sposarsi in chiesa e incrociare le dita nella speranza che il parroco non se ne esca fuori con qualche discorso retrogrado.

Oppure sposarsi in comune e delegare al sindaco il compito di dire qualcosa sul momento, con il rischio che faccia un comizio elettorale.

O ancora lavarsene le mani, e incaricare un amico che non ha mai celebrato una cerimonia di inventare un discorso.

Il celebrante ti deve guidare nella creazione della cerimonia. Punto. È il suo lavoro. Davvero il minimo sindacale.

Se non lo fa, preoccupati. E tanto.

Ci sono ovviamente approcci diversi, ma in ogni caso ci vuole il giusto tempo

Quanto tempo ci vuole? Non è semplice rispondere a questa domanda. Ogni celebrante ha il suo metodo. Ci sono diverse tecniche, per diversi tipi di coppie.

Io ammetto di essere atipica. Infatti ho deciso di adottare un metodo molto diverso da quello dei miei colleghi. Accompagno le coppie in un percorso-esperienza da me ideato, lungo tutto l’arco dei preparativi. Il che significa che i miei percorsi di solito durano un anno o più.

Quindi è una via decisamente LENTA e profonda, molto spirituale (se mi permetti la definizione, trattandosi di cerimonie laiche). Mentre tu e la persona che ami svolgete i vari step del percorso, il mio metodo vi aiuta a trovare dentro di voi quegli elementi unici che devono essere messi in risalto nella cerimonia. Le parole e le sensazioni devono maturare in voi come frutti.

Ma anche se penso a chi adotta un approccio RAPIDO, non basta uno schiocco di dita. Creare una cerimonia richiede attenzione e concentrazione. Se mancano pochi mesi al tuo matrimonio, e ancora non hai iniziato a creare la cerimonia con il tuo celebrante… beh, che cosa aspetti a correre ai ripari?

In questo senso, Rita certamente ha fatto bene ad insospettirsi e chiamarmi. Vorrei soltanto che non avesse aspettato così tanto perché, ovviamente, c’è poco che possa fare per lei visto che manca solo un mese. Anche questa volta dovrò fare un vero e proprio miracolo.

Tu invece non ridurti all’ultimo! Fai tutte le tue valutazioni e scegli un professionista.

Se ti piace l’idea di non ridurre la tua cerimonia solo a una mezz’ora il giorno del matrimonio, ma trasformarla in una vera esperienza che vi renda ancora più uniti e che porterete nel cuore e nei ricordi per sempre, puoi contare su di me.

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Claudia

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Claudia

Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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