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Da una storia vera: quando il Comune sabota la tua cerimonia

Oggi voglio raccontarti la disavventura capitata a una mia coppia di sposi, pochi giorni fa. Sono incappati in una situazione che sta diventando sempre più comune e voglio parlartene perché potrebbe succedere anche a te.

Ti racconto un po’ il contesto, in modo da aiutarti ad inquadrare la situazione generale. Il loro matrimonio si svolgerà tra qualche mese, quindi per privacy li chiamerò Leonardo e Giorgia, in modo da evitare spoiler ai loro invitati.

Leonardo e Giorgia stanno organizzando da diverso tempo il loro giorno più bello, hanno iniziato i preparativi con largo anticipo perché desiderano che tutto sia perfetto. Sono una coppia meticolosa, attenta, previdente. Non hanno lasciato niente al caso, anzi hanno lavorato sodo per realizzare il loro sogno così come l’avevano immaginato.

Il problema è sorto, come sempre più spesso accade, con la location.

Gli sposi hanno scelto una location storica, di proprietà del comune. La struttura ha l’autorizzazione per la celebrazione del rito civile, quindi la loro cerimonia sarà composta da due parti: una prima parte romantica, emozionante e personalizzata e la seconda parte che contiene la lettura degli articoli del codice civile e dell’atto di matrimonio, come disposto dalla legge.

Stiamo lavorando in questo senso e sta venendo fuori proprio un bel rito nuziale (so che non dovrei essere io a dirlo, ma non ha senso negare quando il lavoro di squadra porta al raggiungimento dell’obiettivo).

Peccato che, tutto ad un tratto, il comune abbia iniziato a sabotare il loro matrimonio…

Quando Giorgia mi ha contattato, qualche giorno fa, era profondamente turbata. E con ragione!

Infatti, di punto in bianco, a lei e a Leonardo è stato chiesto di firmare una strana liberatoria, in cui accettano che il comune possa disporre a proprio piacimento degli stessi spazi dove avverrà la loro cerimonia.

Indagando, ha scoperto che tempo prima, era sorto un problema con un’altra coppia di sposi, in seguito al quale la location ha scelto di tutelarsi con tutte le coppie future.

Indovini dal contenuto della liberatoria, di cosa si tratta? No? Te lo spiego io.

Potrebbe sembrare una richiesta normalissima. Dopotutto lo spazio è del Comune, quindi ha ben il diritto di farci un po’ quello che vuole.

Ma, nello specifico, si tratta di allestire l’area per manifestazioni, fiere ed eventi e NON smontare gli allestimenti per liberare lo spazio che serve per il matrimonio.

Sì, hai capito bene.

L’area dove dovrebbero esserci gli allestimenti per le nozze (sedie per gli invitati, tavolo di celebrazione, tappeto, arco fiorito e qualunque altra cosa gli sposi desiderino) POTREBBE essere ingombra da tavoli e casette di legno per sagre, palchi per eventi musicali e altre attrezzature relative al calendario delle manifestazioni del paese.

Giorgia si è sentita dire “Tanto è un rito civile, trovate voi uno spazio dove mettervi quel giorno”.

Ti prudono le mani, leggendo questa frase? Tranquilla, è stata la mia stessa reazione.

Ma come sarebbe a dire “Tanto è un rito civile”???

Un comportamento simile, per gli sposi, ha gravissime conseguenze:

  • rischiano di ritrovarsi il giorno del matrimonio in uno spazio ingombro e poco gradevole;
  • non possono fare alcun progetto di allestimento;
  • non sanno se ci sarà posto per tutti i loro invitati;
  • accumuleranno ansia durante tutti i preparativi per via dell’incertezza.

Senza contare che comunque pagheranno la location a prezzo pieno, che hanno già ordinato le sedie per la cerimonia a noleggio e fatto accordi con il fiorista per la scenografia floreale.

Insomma, un danno economico non indifferente.

E ovviamente, niente firma sulla liberatoria = niente matrimonio.

Con Giorgia abbiamo studiato un piano di attacco, che probabilmente si concluderà con un cambio di location a pochi mesi dal matrimonio. Perché ovviamente questi signori si sono guardati bene dallo specificare questo inconveniente quando gli sposi sono andati a chiedere informazioni.

Gliene hanno parlato ORA, dopo aver ricevuto la denuncia di un’altra coppia che il giorno del matrimonio si è trovata con delle casette di legno montate dove ci sarebbe dovuta essere la loro cerimonia.

Non ho dubbi che questa storia si concluderà con un lieto fine e che Leonardo e Giorgia avranno il matrimonio che hanno sempre sognato, anzi ancora più bello, in una location che ha veramente a cuore la felicità degli sposi.

Ma mi fa rabbia vedere che, ancora una volta, il sacrosanto desiderio di una coppia di festeggiare la propria unione con un rito civile è stato calpestato.

Siamo nel 2020, i riti civili sono statisticamente la maggioranza. Eppure sono ancora visti come matrimoni di serie B.

Si pensa che chi sceglie questo rito non abbia diritto ad un bel matrimonio, che sia una scelta destinata a chi ha qualcosa da nascondere, vuole sposarsi con nozze sotto tono, non ha in programma di festeggiare.

Molte spose si sentono dire che non dovrebbero indossare un abito bianco, che i fiori non sono appropriati, che la musica è di troppo, che gli invitati dovrebbero essere ridotti all’osso.

Altre si vedono proporre cerimonie imbarazzanti, celebranti improvvisati, testi raffazzonati messi insieme a caso per allungare il brodo.

Si sentono dire “Vabbè, poi alla cerimonia ci pensiamo, basta che ci vediamo qualche giorno prima per organizzarci” oppure “Non ti preoccupare, ci inventiamo noi un discorso” o “Fallo fare a qualche amico, vedrai che non ci farà caso nessuno”.

E la ragione è sempre quella: “Tanto è un rito civile…”

Ma che significa? Il rito civile è un matrimonio a tutti gli effetti, con pari dignità rispetto a tutte le altre tipologie di nozze. Anzi, a dirla tutta, è anche il rito che permette (almeno quando è abbinato ad un rito simbolico) di esprimere al 100% la personalità e l’unicità di una coppia di innamorati.

Io ho fatto di questa battaglia la mia professione.

Dal più di dieci anni combatto ogni giorno per far sì che il matrimonio civile sia riabilitato. Che tutte le coppie che non desiderano sposarsi in chiesa possano avere una cerimonia ugualmente (se non di più) emozionante, romantica e solenne.

Purtroppo, c’è ancora molto da combattere. In Italia siamo indietro di secoli rispetto al resto del mondo. Vittime di una mentalità bigotta che porta gli stessi funzionari del comune (che dovrebbero DIFENDERE il rito civile) e gli operatori del settore a sabotare gli sposi.

Ti ho raccontato questa storia, non per terrorizzarti, o demoralizzarti. Ma perché tu sia consapevole di aver scelto un matrimonio che ha delle particolari difficoltà. Devi tutelarti e scegliere saggiamente a chi affidare il tuo sogno.

Devi ricordare, ogni volta che scendi a compromessi per la tua cerimonia nuziale laica, che sei vittima di una società miope e crudele, che non tiene nella giusta considerazione il valore di un’amore che non si esprime in modo convenzionale.

Se hai scelto un rito civile e vuoi che sia indimenticabile, io e la mia squadra siamo a tua disposizione per aiutarti. Compila il modulo qui sotto e riceverai subito informazioni sulla tua cerimonia. Potrai inoltre prenotare una prima consulenza per sciogliere tutti i tuoi dubbi sul rito civile.

  • non dimenticare il prefisso se hai un numero non italiano

A presto
Claudia

Claudia

Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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