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3 bugie che ti hanno detto sulla cerimonia simbolica

Hai deciso di sposarti con una cerimonia simbolica, perché la location che hai scelto non è casa comunale e quindi non si può celebrare lì un vero e proprio rito civile. Dovrai fare una doppia cerimonia e questo ti impensierisce perché hai paura di stancarti troppo, di non provare le emozioni che vorresti e di essere mal giudicata dai tuoi familiari e amici.

Penseranno che è un rito finto?

Mi diranno che è troppo strano e che sono la solita stravagante?

Si scandalizzeranno perché non mi sposo in chiesa?

Queste sono alcune delle domande che ti tormentano quando pensi alle reazioni dei tuoi invitati. Ma se proprio devi essere sincera, non sei sicura neanche delle TUE reazioni.

Non sarà strano avere sul certificato di matrimonio una data diversa da quella della festa?

E se poi mi sentissi fuori posto? 

Cosa devo fare e dire durante la cerimonia? E se non fossi all’altezza?

Tutte queste domande sono naturali e legittime, non devi vergognartene. È un passaggio obbligato per ogni sposa che desidera sfidare le convenzioni. Una parte di te ti spinge verso il rito che senti più in sintonia con il tuo modo di essere, un’altra parte di te ha una colossale paura di sbagliare.

Per superare questo blocco devi prima liberarti da alcuni pregiudizi

Probabilmente non ne sei cosciente, ma ti hanno inculcato alcuni concetti che ora ti fanno da zavorra. In questo articolo ti illustrerò i più frequenti. Quelli che molte delle mie spose hanno dovuto superare prima di poter vivere con serenità e libertà il loro matrimonio.

Sono bugie sottili, quasi impercettibili. Non sono grandi spacconate. Per questo sono ancora più deleterie, prima che tu possa renderti conto di aver creduto ad una bufala, ti sei già incamminata su un sentiero pericoloso, che può trasformare la tua cerimonia nuziale in un incubo.

Meglio riconoscerle subito, no? Ti avverto, ci vorrà un po’ di coraggio da parte tua, nel riconoscere e ammettere quanto queste bufale ti condizionano e ti ingabbiano. Non è facile, ma il risultato vale sicuramente la pena: conquistare la cerimonia dei tuoi sogni.

3 bugie che ti hanno detto sulla cerimonia simbolica

Cominciamo dalla bugia più comune, che ho sentito ripetere tante volte.

1) La cerimonia deve essere breve. Less is more.

Questa è una frase che ho sentito tante volte e che ho riletto di recente su un gruppo facebook di cui faccio parte. Nella mia esperienza, di solito viene detta da qualcuno che non è del mestiere. Per esempio dalla tua amica a cui hai chiesto di celebrare. Lei è più spaventata di te, quindi meno parla e meglio è. Non sa bene cosa dire, cosa fare… si sente in imbarazzo all’idea di parlare al microfono davanti a tanta gente. Del resto, non è il suo lavoro. Non l’ha mai fatto ed ha accettato solo perché le dispiaceva dirti di no. Quindi cerca, in assoluta buona fede, di invogliarti ad accorciare il rito.

Sai come si dice, no? Via il dente, via il dolore.

In alternativa, questa bugia può derivare dalla noia che si prova durante il matrimonio in chiesa. Siccome la maggior parte degli invitati non sono particolarmente religiosi (anche se dicono di esserlo) aspettano la fine della messa con impazienza. Spesso vanno fuori a fumare, o telefonare, o a prendere un caffè, qualsiasi cosa pur di non sopportare quella noia. Di conseguenza, si associa erroneamente la pesantezza del rito in chiesa alla sua lunghezza.

Perché è una bufala

La lunghezza della cerimonia dipende da tanti fattori. Va scelta accuratamente in base all’obiettivo che si vuole raggiungere. Se gli invitati sono molto scettici o diffidenti, soprattutto, bisogna avere il tempo di tranquillizzarli, metterli a loro agio e renderli partecipi di quello che sta succedendo.

Rovesciare su di loro una serie di letture appiccicate l’una all’altra per accelerare il tutto, senza costruire una struttura della cerimonia efficace non otterrà l’effetto sperato.

Inoltre, devi considerare una cosa. Gli invitati sanno cosa aspettarsi dal matrimonio in chiesa. Sanno quali sono le fasi. Sanno cosa viene dopo le letture, e che quando ci si scambia il segno di pace il supplizio sta per finire. Il fatto di conoscere a menadito cosa succede rende ancora più insopportabile la lunghezza del rito.

Invece se la tua cerimonia è costruita su misura per te e originale, gli invitati sono curiosi, piacevolmente sorpresi e desiderosi di scoprire cosa succederà.

Significa che la cerimonia deve essere lunga e prolissa?

No. Assolutamente no.

Significa che bisogna valutare caso per caso e scegliere la durata più adatta al TUO matrimonio.

2) La cerimonia è più emozionante se viene celebrata da un amico

Questo potrebbe essere vero, ma solo in parte. Partiamo dal presupposto che il rito civile in alcuni casi può essere celebrato da un amico. Con un’opportuna delega, il tuo amico può assumere il ruolo di funzionario di stato civile per la durata del tuo rito nuziale. Quindi al posto del sindaco o dell’impiegato comunale, c’è una persona a te cara che legge gli articoli di legge e l’atto di matrimonio.

Questo li riscalda un po’, in molti casi. Quell’emozione, quel tremolio della voce, quel singhiozzo di commozione soffocato, riescono a colorare di umanità un gesto freddo e asettico come la lettura di un atto pubblico e di tre passi abbastanza noiosi del codice civile.

Detto questo, dire che in assoluto la cerimonia è più emozionante se viene celebrata da un amico è un azzardo. E può spingerti nella direzione sbagliata.

Perché è una bufala

Certamente se un tuo amico legge qualcosa durante la cerimonia aggiungerà quel tocco personale. Vi conosce da tempo, forse era con voi quando vi siete conosciuti e messi insieme, quindi il suo contributo è fondamentale.

Un amico però avrà difficoltà a gestire la cerimonia. Non saprà interpretare le espressioni dei presenti per modificare all’occorrenza ritmo, tono e colore della voce. Non saprà che pesci pigliare se ti blocchi e non sai andare avanti (cosa piuttosto probabile, visto che il tuo amico non ha l’esperienza e le competenze necessarie per guidarti e prepararti prima della cerimonia).

Ma soprattutto un amico, per quanto bravo a parlare in pubblico, non risulterà credibile. Il pensiero comune sarà che la tua cerimonia è arrangiata, un rito raffazzonato e fatto tanto per fare. Del resto i tuoi parenti e amici sanno bene che il tuo amico non fa il celebrante di mestiere.

D’altro canto: pensaci. Se fosse così facile e non servisse particolare abilità a che servirebbero le scuole per celebranti? Se bastasse saper leggere un testo non avrebbe senso affrontare un percorso di formazione. Invece per diventare celebrante si studia.

3) È andato tutto bene, anche senza organizzare niente

Questa è una bufala al contrario. Mi spiego meglio. Che cosa si intende per matrimonio che va bene? È un giorno di festa, come recita il famoso detto “se alla fine della giornata sei sposata con la persona che ami, significa che va tutto bene”.

E in effetti è proprio così. Di base il matrimonio non richiede tanti fronzoli. Solo voi due, due testimoni, una marca da bollo da 16 euro, un ufficiale di stato civile e 5 minuti. Ecco che siete sposati, e certamente siete felici. Non serve il vestito bello, non serve il banchetto, non c’è bisogno delle fedi, dei fiori, delle foto e delle bomboniere. Men che meno c’è bisogno di un rito emozionante e unico. Si può essere felici anche senza.

Lo penso davvero, non c’è nessuna legge che ti impone di organizzare un matrimonio straordinario e per me va benissimo se desideri un matrimonio breve e senza festeggiamenti. Beninteso, se è questo quello che desideri.

Se invece hai sempre sognato quel giorno, vuoi festeggiarlo al massimo delle tue possibilità e vuoi che resti nei ricordi come un evento unico e irripetibile, allora quest’affermazione cessa di essere sempre vera.

Perché è una bufala

Devi partire da un presupposto. Gli invitati mentono. Nessuno dirà mai ad una sposa “la tua cerimonia mi ha fatto schifo”. Soprattutto se è la verità. Se glielo chiedi, ti diranno che è stato tutto bello.

Quindi quando senti la frase “è andato tutto bene” devi fare caso a chi la sta pronunciando. Si tratta di uno degli sposi o di un loro parente o amico molto stretto? In quel caso potrebbe avere una percezione falsata.

Si tratta dell’amico che ha fatto da celebrante? Beh, se ti metti nei suoi panni e immagini la sua ansia da prestazione, probabilmente già il fatto di essere riuscito a portare a termine l’incarico senza mandare tutto a rotoli gli sembrerà un trionfo e lo renderà euforico. “Non sono svenuto davanti al microfono” e “È andato tutto bene” non sono esattamente la stessa cosa.

Anche qui ovviamente contano tantissimo le tue aspettative. Come vuoi sentirti DOPO. Quando l’euforia del momento sarà passata e ripercorrerai con la mente i tuoi ricordi.

Inoltre c’è un’altra cosa che devi considerare.

Il mondo dei matrimoni sta cambiando.

Fino a pochissimo tempo fa, giusto un paio di stagioni, il rito civile da dieci minuti e via era la regola. Quindi il solo fatto di leggere una poesia o aggiungere un augurio personale era una rivoluzione.

Le persone erano così sorprese di non trovarsi davanti al solito rito, che la loro reazione era sempre positiva al 100%.

Ora non è più così

Con il diffondersi dei riti personalizzati, sia gli sposi che gli invitati sono diventati più esigenti. Si comincia a fare paragoni, a mettere a confronto diverse cerimonie a cui si è stati presenti. Come in tutti gli aspetti del matrimonio nasce quella sottile competizione.

E si notano di più anche le somiglianze. Avere la stessa cerimonia di un’altra coppia è un po’ come indossare lo stesso abito di tua cugina. In una parola: inaccettabile.

Quindi è sempre più improbabile andare avanti con il metodo scientifico della botta di c… ehm, colpo di fortuna. Non puoi più affidarti all’improvvisazione.

Come fare ora?

Probabilmente sei più confusa di prima e vedi crollare alcune tue certezze. Tranquilla, è del tutto normale. Ti avevano dato delle informazioni sbagliate e, fidandoti di loro, ti eri basata su quelle. Non lo hanno fatto per cattiveria.

Alcune persone si stanno affacciando adesso al mondo delle cerimonie non convenzionali, ed è pieno di informazioni fantasiose. In realtà è un miglioramento. Quando ho iniziato io a lavorare come celebrante, nel 2009, le informazioni erano pari a zero.

Oggi almeno, con la giusta guida, si riesce a separare ciò che è vero da ciò che è falso.

Quello che posso fare per te è inviarti maggiori informazioni sulle cerimonie simboliche e sul mio servizio, in modo da aiutarti a fare una scelta più consapevole e chissà… se lo vorrai iniziare una collaborazione con te per creare la tua cerimonia simbolica su misura.

Per ricevere il materiale informativo devi solo compilare il form in basso, verrai contattata prima possibile.

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A presto!

Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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