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Rito civile o rito simbolico? Ecco quello che devi sapere

Qual è la differenza tra rito civile e rito simbolico? Leggendo questa domanda potresti avere due differenti reazioni, in base alla tua conoscenza dell’argomento.

La prima potrebbe essere “E chi lo sa? Non ne ho idea, finalmente qualcuno lo spiega!” e saresti in buona compagnia, perché la maggior parte delle future spose non ha ben chiara la differenza. Se rientri in questo caso, niente paura, perché ora ti spiegherò io per filo e per segno

  • in cosa consistono le due cerimonie
  • qual è l’errore gravissimo che quasi tutti fanno
  • da dove deriva la confusione e come puoi dire addio per sempre all’incertezza

La seconda potrebbe essere “So tutto sull’argomento!” e… Beh, non vorrei essere proprio io a rovinare questa tua sensazione di trionfo. Quindi facciamo così,se accetti un consiglio, leggi comunque l’articolo.

In 9 casi su 10 chi crede di sapere tutto sta prendendo una enorme cantonata. E anche tu potresti scoprire che ci sei cascata con tutte le scarpe.

Differenze tra il rito civile e il rito simbolico

Ora attenzione perché è importante. Togliamoci subito il dente della caratteristica principale su cui si basano tutte le differenze. Di base il rito civile è un atto giuridico che sancisce l’unione di due persone.

Per spiegartelo meglio, tieni presente che la parola “rito” o “cerimonia” è assolutamente fuorviante. Quando noi diciamo “rito” pensiamo, per associazione, ad un rito religioso. Quindi abbiamo in mente un insieme di parole, gesti, musiche, tradizioni. Qualcosa che, a seconda dei gusti, può piacere o no, ma che comunque ha una sua complessità e ricercatezza.

Invece nel caso del rito civile, questa parola ha il suo significato originale, cioè rappresenta un complesso di norme.

Venendo all’aspetto che più ti sta a cuore, il paragone più calzante è quello con la firma di un atto pubblico (è esattamente questo, infatti). Se hai mai provato ad andare dal notaio per firmare un atto, che so, per l’acquisto di una casa, prova a ricordare. Ecco il tipo di esperienza che devi aspettarti.

Se invece non hai mai vissuto una situazione simile, puoi ascoltare questo video, in cui ho letto il testo di un rito civile.

Il testo del rito civile

Lo so quello che stai pensando. E lo scambio delle fedi? E il discorso del celebrante? E le letture? E…

Tutte queste parti NON rientrano nel rito civile.

In alcuni casi, alcuni sindaci permettono di fare delle aggiunte al rito civile, ma per la struttura stessa della cerimonia, si tratta di momenti appiccicati senza coerenza né atmosfera.

Insomma, non è perché qualcuno legge una poesia o perché il sindaco dice a bruciapelo “scambiatevi gli anelli” che il rito civile diventa emozionante.

Negli anni passati, molte coppie hanno fatto tentativi di riscaldare il rito civile, con un approccio controproducente. Ecco alcuni metodi che si sono rivelati fallimentari.

Metodo fallimentare n. 1: Chiedere al sindaco di fare un “discorso”

A parte pochissimi casi in Italia, di solito il sindaco (o l’impiegato comunale) non è in grado né di preparare, né di leggere un discorso convincente. I risultati sono pessimi perché questa persona non vi conosce, quindi può fare solo un discorso molto generico e poco emozionante. Insomma, non si tratta di cattiveria, però non è il suo mestiere.

Inoltre, spesso si tratta di persone che non sanno parlare efficacemente in pubblico o che, peggio, approfittano dell’occasione per farsi propaganda. Non dimenticherò mai un matrimonio in cui il sindaco,durante il suo “discorso per gli sposi”, si è messo a parlare di quello che lui aveva fatto per la città e di come aveva introdotto la raccolta differenziata porta a porta.

Metodo fallimentare n. 2: Chiedere ad un amico di celebrare

Visto che in alcuni casi c’è la possibilità di far delegare un’altra persona per la celebrazione del rito, molte coppie hanno iniziato a chiedere la delega per i loro amici. L’idea non era del tutto sbagliata. Dopotutto un amico ti conosce e il suo discorso sarà certamente più sentito. Ci sono però degli inconvenienti.

Il primo è che, nella stragrande maggioranza dei casi, l’amico ad un certo punto capisce che la buona riuscita del tuo matrimonio è nelle sue mani e se ne va nel panico. Moltissimi si tirano indietro (circa l’87%), tanti si ritrovano a balbettare o a perdere il filo del discorso con risultati pessimi.

Il secondo è che l’amico non ha la più pallida idea di cosa dire, come scrivere un discorso efficace e come costruire il suo intervento. Si affida quindi ad un copia-incolla selvaggio da internet, per arrivare ad un risultato mediocre. E non puoi neanche lamentarti perché è un tuo amico.

Metodo fallimentare n. 3: Fare la cerimonia in una location autorizzata, molto più scenografica

Di solito gli uffici comunali sono bruttarelli e freddi, quindi è diventata pratica comune cercare una location autorizzata. Molti comuni consentono di celebrare le nozze in palazzi storici, castelli, luoghi eleganti e anche sale ricevimenti opportunamente autorizzate.

Questa si è rivelata essere una falsa soluzione. Infatti in questo modo la cerimonia è più bella solo nelle foto. L’emozione e la partecipazione al rito rimangono pari a zero.

Del resto se vai a leggere l’elenco del telefono nel castello della Bella Addormentata non diventa certo una fiaba 😉

Inoltre, sempre più location stanno perdendo l’autorizzazione, quindi non è detto che una struttura che è autorizzata oggi rimarrà tale fino al giorno del tuo matrimonio.

La cerimonia simbolica Vs il rito civile

Per questo si è diffusa sempre più l’usanza di fare una cerimonia simbolica. E qui si apre il baratro della confusione…

Cominciamo dalla definizione: “La cerimonia simbolica è un rito laico (quindi NON religioso) basato sui simboli”. Per simboli intendo lo scambio delle fedi, i riti di unione (per esempio il famosissimo rito della sabbia), il lancio del riso ecc ecc.

La cerimonia simbolica in sé NON ha valore legale. Significa che se ti sposi con una cerimonia simbolica devi comunque andare il comune a fare ANCHE il rito civile.

Potrebbe sembrarti una cosa strana, ma non lo è. Tanti anni fa, ai tempi delle nostre nonne e bisnonne, anche il rito cattolico non aveva valore legale, quindi si facevano DUE cerimonie nuziali, una in comune e una in chiesa.

Purtroppo, per colpa di qualche pseudo celebrante, titolare di sala disonesto o impiegato comunale ignorante, la cerimonia simbolica viene spesso usata per truffare le coppie di futuri sposi e/o ingannare gli invitati.

Come? Con una serie di pratiche scorrette e al limite della legalità:

  • Finto rito civile, con un attore vestito da sindaco
  • Finta messa, con un attore vestito da prete
  • Replica del rito civile, con il sindaco che fa finta di sposare quel giorno la coppia
  • E una serie di pratiche che prevedono REATI come corruzione, furto e falso in atto pubblico di cui NON ti parlerò, perché non voglio che ti vengano idee strane che ti faranno trascorrere la luna di miele in carcere.

Quindi, ripetiamo, la cerimonia simbolica NON è un finto rito civile e NON è una replica. È un rito diverso, romantico ed emozionante, che contiene tanti elementi suggestivi e coinvolgenti.

Guarda per esempio questo video, di una mia cerimonia (in questo caso molto articolata e particolare, per adattarsi alla personalità multisfaccettata della coppia). Dovrebbe essere evidente la differenza con il video precedente.

La cerimonia simbolica non viene officiata dal sindaco, ma da un celebrante laico. Una persona che di mestiere fa questo. Una specie di sacerdote/sacerdotessa laico/a, se mi consenti l’accostamento di due termini opposti.

Su questo fai attenzione, in giro ci sono tantissimi celebranti non professionisti che cercano di arrotondare facendo i figuranti alle cerimonie.

Ovviamente avviene in tutti gli ambiti e in particolare per i matrimoni. Puoi trovare il fotografo professionista e l’amatore che usa gli sposi come cavie per fare esercizio. Puoi acquistare un abito da sposa di alta sartoria, oppure un vestitino cinese o una copia rifalda di un modello firmato.

L’importante è che tu sappia COSA stai comprando.

Siccome, mediamente, una sposa è più esperta di abiti da sposa che di celebranti, è facile scambiare un dilettante per un professionista e poi scoprire solo il giorno del matrimonio che non ha idea di quello che sta facendo.

Unire i due riti: si può?

Ora che hai compreso la differenza tra rito civile e rito simbolico, veniamo all’aspetto più controverso. SOLO in alcuni casi, con le opportune autorizzazioni, una delega ad un celebrante o una concelebrazione, le due cose si possono svolgere nello stesso giorno e nella stessa location.

Insomma, se ci sono tutta una serie di permessi al posto giusto, i due riti si fanno insieme. È un’esigenza nata per quelle coppie che non vogliono rinunciare ad avere sul certificato di matrimonio la stessa data in cui si sono scambiati le promesse.

Questo chiaramente è fonte di confusione, perché alcune coppie vanno da invitati ad un matrimonio in cui le due cose vengono fatte insieme e si fanno un’opinione errata.

Pensano che in tutti i riti civili ci sia spazio per tanti elementi personalizzati, per poi accorgersi quando è troppo tardi che nel comune da loro scelto non sono possibili personalizzazioni e che si farà solo il rito standard da 3 minuti e via.

Altre coppie invece organizzano la loro cerimonia avendo assicurazione dal comune che si può fare tutto e poi cambia il sindaco, scadono le autorizzazioni, mutano le condizioni e il loro progetto – puff!- scoppia come una bolla di sapone.

Come fare a prevenire queste situazioni disastrose?

L’unico modo a mio avviso è avere una cerimonia simbolica solidissima e strategica come punto di partenza. Solo dopo si può capire se ci sono tutti i permessi per abbinarla al rito civile nello stesso giorno, oppure se bisogna separare le due cose.

Ma in entrambi i casi se la cerimonia è costruita bene ti darà tutte le emozioni che meriti.

Su come fare a creare una cerimonia solida ed efficace ci sarebbe tantissimo da dire. Io ho creato un metodo per la realizzazione di riti nuziali. Un lavoro che faccio dal 2009, e che mi ha portato a perfezionare una tecnica molto avanzata.

Mi piacerebbe mettere a tua disposizione questa mia esperienza, se la tua data è ancora disponibile, e farti entrare tra le coppie Cerimonia VIP. In questo modo, oltre a rendere più intenso e bello il tuo rito nuziale potrei guidarti passo passo nella creazione della tua cerimonia e nella comprensione di tutto questo vasto mondo nascosto dietro un semplice “Sì, lo voglio”.

Se pensi di voler vivere un’esperienza indimenticabile ed esclusiva compila il form che trovi qui sotto, verrai ricontattata al più presto per una prima valutazione del tuo caso.

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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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