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Perché non devi cercare ispirazione nelle cerimonie americane

Quando pensi alla tua cerimonia simbolica, hai sempre in mente un riferimento collegato ad un film o telefilm americano. In quelle riprese si vedono sempre meravigliose scenografie, cerimonie emozionanti, colpi di scena da batticuore.

I film di Hollywood sono la tua fonte principale di ispirazione. Ti immagini già mentre cammini lungo quel corridoio. Hai rivissuto mille volte nella tua mente le scene del film, immaginandoti come protagonista.

E ogni volta che guardi, e riguardi, e riguardi la stessa scena, gli occhi ti diventano lucidi, ti batte forte il cuore e ti ripeti “un giorno, avrò anch’io un matrimonio così”.

Ti capisco, adoro anch’io i riti nuziali dei film. Ci ho anche scritto un libro: Pretty Woman, crea la tua fiaba a lieto fine con un matrimonio da film di Hollywood.  (a proposito, l’hai letto?) Se ci conoscessimo di persona probabilmente avremmo programmato una grande maratona di film romantici, con tanto di popcorn.

Se te lo stai chiedendo, la cerimonia che preferisco (come allestimento) è quella di Bella e Edward in Breaking Dawn.

Non è un sogno?

Se hai sospirato, tranquilla. L’ho fatto anch’io e credo che capiti al 90% della popolazione femminile.

Proprio perché condivido con te il senso di meraviglia e gli occhi lucidi quando guardo un matrimonio in un film romantico, voglio metterti in guardia. Perché ispirarsi ai matrimoni da film può essere un’arma a doppio taglio e portarti molto lontano dal tuo obiettivo.

Perché non devi ispirarti alle cerimonie americane

Siamo io e te, quindi possiamo parlare sinceramente. Nei film si vedono soprattutto meravigliose scenografie e colpi di scena. Questi di solito mandano a monte il matrimonio e quindi non sono validi spunti.

Ma che dire del rito in sé? Non so se ci hai fatto caso, ma in realtà la cerimonia non viene MAI ripresa integralmente. E vorrei ben vedere, visto che il film durerebbe parecchio di più!

Quello che si vede è di solito:

  • l’ingresso della sposa
  • lo scambio delle promesse
  • il bacio finale

Ma che fine ha fatto tutto il resto?

Una cerimonia non può comporsi solo di questo. E non può durare un minuto scarso. Su questo sono sicura che sei d’accordo.

I film di Hollywood sono come le fiabe. Ad un certo punto, dopo tante peripezie, i due innamorati vivono felici e contenti. E cosa succede dopo? Non si sa. Non importa a nessuno.

Siamo state cresciute sin da piccole con questa mentalità che associa il matrimonio al lieto fine. Basta arrivare alla cerimonia e tutto andrà bene per sempre. Ci sarà un bacio ad un certo punto e poi non dovrai preoccuparti di niente.

Sappiamo che la realtà è bel diversa.

Sappiamo che tra la marcia nuziale e il bacio c’è QUALCOSA. Ma cosa?

Potrebbe venirti spontaneo cercare di copiare le cerimonie americane (quelle vere), perché li associ a quelle cinematografiche. Vengono tutte dalla stessa zona, no?

In realtà la maggior parte dei riti americani ha delle caratteristiche che non ti piacerebbero:

1) un allestimento standard

Prima di tutto gli americani non sono quelli che vedi nei film. Molti di loro non hanno gusto. Non come gli italiani. Secondo, le scenografie come quelle dei film non sono all’ordine del giorno. Molti matrimoni avvengono in un ambiente che tu giudicheresti spartano.

2) un contenuto rigido

Le cerimonie che vedi nei film sono quasi sempre riti protestanti. Hanno cioè una loro liturgia non molto diversa da quella della nostra messa (ma molto più scarna). Anche le cerimonie simboliche (ce ne sono anche lì, ti ricorda niente Las Vegas?) sono dei canovacci pre impostati. Il celebrante arriva, dice QUELLE parole, ti lascia parlare per dire le tue promesse e via. Finito.

Ok, forse non possono esserci al mondo altri matti come me, che scrivono tutte le cerimonie su misura. Sarebbe assurdo pretenderlo. Ma tra un estremo e l’altro anche i celebranti americani tendono alla standardizzazione.

3) un contesto culturale diverso

Tante cose che hanno senso in America non hanno senso in Italia. Lì ci sono precisi ruoli. Per esempio i ruoli delle damigelle sono diversi da quelli delle nostre “accompagnatrici” della sposa. E ci sono anche groomsmen, ushers, insomma un buon gruppetto di persone che si prende cura degli invitati.

Un altro esempio: la simpatia è ormai sdoganata. Nelle nostre famiglie bisogna inserire con cautela elementi divertenti nella cerimonia. Potrebbero essere considerati sintomo di poca serietà. Per loro è normale fare un discorso simpatico, sopra le righe e anche con qualche battuta di dubbio gusto. Nel nostro caso lo stato d’animo dei presenti va “preparato” con le giuste parole prima di passare all’allegria.

In generale in Italia è necessario che la cerimonia svolga una funzione in più oltre a quelle basiche delle cerimonie internazionali (cioè scambiarsi le promesse e festeggiare l’unione). Questa funzione fondamentale è demolire l’armatura di diffidenza, pregiudizio e timori degli invitati italiani. I nostri sono abituati alla chiesa o al comune. E soprattutto sono abituati a non pensare. La cerimonia è qualcosa che “accade” a cui non si partecipa col cuore. Una sorta di penitenza da fare prima di andare a mangiare

Tu non vuoi questo per il tuo matrimonio

Tu vuoi che i tuoi cari siano partecipi del tuo momento di gloria, del trionfo del tuo amore, del tuo “e vissero felici e contenti”.

Ecco perché la tua cerimonia non può essere la copia di un rito americano.

Io ho dedicato anni (dal 2009 ad oggi) a creare, sperimentare e codificare un metodo per trasportare in Italia il fascino delle cerimonie straniere, senza penalizzare la nostra cultura, ritualità e spiritualità. Il mio metodo, Cerimonia VIP, è infatti il primo metodo per cerimonie nuziali su misura creato sulle esigenze delle coppie e delle famiglie italiane.

Sarebbe stato più facile tradurre qualche rito americano e proporlo alle coppie senza modifiche? Certo che sì! Questo è il motivo per cui proliferano i celebranti che usano questa scappatoia.

Ma ho provato sulla mia pelle le difficoltà delle coppie italiane che scelgono un rito alternativo (leggi la mia storia nella pagina chi sono) e non potevo tacere.

Se sei convinta di volere di più e di non volerti accontentare di un rito scopiazzato da una nazione affascinante quanto lontana; se vuoi saperne di più sul mio lavoro e su come posso aiutarti, compila il form in basso. Riceverai via email tutte le informazioni che ti servono per approfondire l’argomento.


 

A presto

Claudia

 

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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