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Perché invitare tutti alla cerimonia?

Oggi voglio parlarti di un concetto che spesso viene dato per scontato durante l’organizzazione di un matrimonio e in particolare nella creazione di una cerimonia. Ti sei mai chiesta perché siamo soliti invitare tutti al rito e solo poche persone al ricevimento? Se hai pensato che sia una questione di soldi sei fuori strada.

Certo che È una questione di soldi, ma non solo.

Ieri parlavo con Stefania, una mia amica, e come spesso accade, siamo finite a discutere di matrimoni, di usanze e di assurdità del settore. È una specie di maledizione che accompagna le persone che lavorano nel mio settore. Quando si trovano a parlare con amiche nubili, o che hanno appena organizzato il loro matrimonio, la conversazione si sposta sempre sul matrimonio.

Siccome io sono una fanatica e parlerei di matrimonio per ore, ecco che automaticamente si discute sempre di quello. Piccoli inconvenienti del mestiere.

In ogni caso, io e Stefania stavamo parlando di cose che nell’ambito nuziale non sono poi così logiche come sembrano.

Si fanno così perché sono sempre state fatte così, ma se ti ci soffermi su rivelano la loro fragilità concettuale.

Le tradizioni illogiche del matrimonio

Ci sono in effetti, se ci fai caso, delle tradizioni che sono completamente prive di senso, se le guardi più da vicino. Non mi fraintendere, io non sono CONTRO le tradizioni a prescindere. Alcune mi piacciono molto, anche se sono ormai superate.

Per esempio l’arrivo della sposa al braccio del papà. Si ha un bel dire che è un gesto arcaico, legato a tempi in cui la donna passava dalla potestà paterna a quella del marito. A me continua a piacere e lo trovo dolcissimo.

Quindi non mi sentirai dire mai che le tradizioni sono tutte da eliminare e che le novità sono tutte da accettare. Ci vuole il giusto mix, la giusta formula. 

Fai il tuo elenco di tradizioni che non sopporti e che consideri superate, io e Stefania stavamo parlando di queste usanze un po’ illogiche:

1) Invitare al matrimonio persone che non tratti da anni e di cui ti importa poco

Questo è uno dei punti dolenti per tante spose. Quando iniziano ad organizzare il loro matrimonio scoprono che la loro lista degli invitati è lievitata più di un panettone. Doveva essere un matrimonio intimo, invece fa concorrenza ad un concerto rock.

2) Obbligare ad un regalo in busta, corrispondente a quanto hai speso per il pranzo

Ovviamente le future spose, va detto, non sono sempre solo vittime. Per i loro invitati a volte sono piuttosto dei carnefici. Abbiamo già parlato per esempio delle cerimonie celebrate all’aperto in spiaggia ad agosto alle due di pomeriggio. Ti ho già fatto notare in passato che, per esempio, agli invitati non piace dover trascorrere ore nel traffico per spostarsi dal luogo della cerimonia a quello del banchetto. Ce ne sono tante di queste incongruenze.

A Stefania dà particolarmente fastidio la pretesa degli sposi di ricevere in regalo almeno quanto hanno speso per il pranzo, senza che gli invitati abbiano voce in capitolo sulla scelta tra pizzeria e ristorante stellato.

3) Invitare tutti alla cerimonia e solo alcuni al ricevimento

Quella che invece preoccupa maggiormente me è questa tradizione, quindi oggi voglio concentrarmi su questa consuetudine. Probabilmente è anche la meno intuitiva, perché è quella in cui l’usanza si è incancrenita maggiormente.

Perché invitare tutti alla cerimonia?

Ti faccio una domanda. Che cosa è più intimo, solenne ed emotivamente coinvolgente: scambiarsi le promesse nuziali o mangiare un piatto di pasta?

Secondo me la prima.

È qualcosa che ti riempie di farfalle lo stomaco solo a pensarci. Pronunciare quei voti, giurare ad una persona di amarla e accudirla tutta la vita. Oh, tutta la vita potrebbe essere un periodo molto lungo! (ti auguro, con tutto il cuore, di campare altri 100 anni!)

Invece, mangiare insieme… beh, non è la stessa cosa. Siamo abituati ad andare al ristorante e trovarci nella stessa stanza con tanti sconosciuti, non c’è particolare emozione nel mangiare nello stesso posto.

Quante volta ti sei trovata in un luogo pubblico per pranzo o per cena e intorno a te c’erano persone che non conoscevi? Immagino tante. E quante volte questo ti ha messo in sintonia con loro e ti ha fatto provare un certo tipo di vicinanza e confidenza con tutti i partecipanti? Quante volte essere nella loro stessa sala è stato un modo per te di condividere qualcosa di speciale con loro? Probabilmente nessuna.

Eppure inviti TUTTI, anche quelli di cui non ti importa niente, alla cerimonia. E solo alcuni, quelli più cari, al pranzo. Si è sempre fatto così e non hai mai pensato di cambiare approccio.

L’origine dell’usanza

Se prendiamo in esame l’origine delle cerimonie nuziali, si trattava di un gesto che si compiva davanti alla comunità. I due sposi si presentavano davanti a tutti, tutto il villaggio riunito, e dichiaravano la loro volontà di formare una famiglia, con l’aiuto di un’autorità (il sacerdote, il capo tribù, il capo famiglia, un rappresentante del villaggio).

Quindi siamo abituati a pensare che sia normale che alla cerimonia ci debbano essere tutti. 

Però nei secoli le cose sono cambiate. 

Diciamoci la verità. Nei tempi antichi le comunità erano diverse dalle nostre. Erano piccoli gruppi, in cui tutti si conoscevano e tutti erano imparentati tra loro. La comunità corrispondeva quasi esattamente con il gruppo delle persone più care e vicine.

Oggi no. 

Oggi siamo in un’epoca globalizzata, viviamo in città grandi, abbiamo perso in molti casi il senso di comunità con i nostri vicini. 

Inviteresti mai alla tua cerimonia tutti i tuoi contatti facebook? Tutti gli amici, tutti gli iscritti ai gruppi a cui sei iscritta, tutti quelli che frequentano le pagine che segui?

Sono certa di no. 

Oggi conosci tantissime persone, ma hai contatti solo con poche. Anche all’interno della tua stessa famiglia (intesa come gruppo di persone con cui hai legami di sangue o parentela) non hai confidenza con tutti. È vero o no?

Non devi sentirti diversa per questo. È così per tutti. Il mondo è differente da quello che era nell’antichità. Oggi la nostra comunità di riferimento è composta da una manciata di persone. Le più care, le più vicine. Quelle a cui siamo disposti ad aprire il nostro cuore.

Eppure sei spinta a invitare TUTTI alla cerimonia, il momento più intimo e significativo del tuo matrimonio. Perché sei condizionata dalla tradizione, purtroppo. E ti sembra naturale e logico quello che non lo è.

Non è necessario invitare tutti alla cerimonia

Io al mio matrimonio ho fatto il contrario, per esempio.

Ho invitato tutti (non tutta la città, intendiamoci, un gruppo pre-selezionato) alla cena e solo alcuni hanno ricevuto un invito separato per partecipare alla cerimonia, che desideravo intima e privata. Durante il rito volevo intorno a me SOLO alcune persone.

Lo so, probabilmente stai pensando che hai fatto la scelta contraria per una mera questione di costi. Ti sento che pensi “Eh, ma quanto mi costa invitare la maggior parte delle persone al banchetto?”

Invitare qualcuno alla cerimonia non costa niente, mentre invitarlo al pranzo pesa sul budget. Ma ti accorgi di quanto è illogico? Basterebbe invitare in partenza solo un certo numero di persone. Quelle che VUOI, quelle che PUOI permetterti.

Certo non è semplice essere rivoluzionari. Fare un matrimonio intimo e discreto è più difficile che mettere su un grande circo!

Ci sono tanti aspetti da valutare, bisogna comunicare le scelte nel modo migliore ed organizzare tutto alla perfezione.

La cerimonia è per molte coppie lo scoglio più difficile.

È normale che sia così, visto che è la parte più importante del matrimonio. Senza la cerimonia le nozze sarebbero soltanto una grande abbuffata.

Soprattutto per chi ha scelto una cerimonia non tradizionale, le cose non sono semplici.

Quando ci si sposa in chiesa tutti si fanno i fatti loro, quando si sceglie un rito civile o un rito simbolico, le famiglie iniziano ad intromettersi. Alcuni si scandalizzano, altri non capiscono, qualcuno ti guarda come se fossi una grande delusione oppure ti dice:

“Eh, peccato. La cerimonia in chiesa è più bella!”

Intanto non è vero. Pensa ai momenti che emozionano di più di una cerimonia in chiesa. Anzi, fai la prova, chiedi quali sono alle persone che sostengono che la cerimonia cattolica è la più bella. Beh, vedrai che NESSUNO di quei momenti è collegato alla liturgia.

Ti diranno che è emozionante l’ingresso della sposa, lo scambio delle promesse e delle fedi… cose così. NESSUNO, a parte i fanatici religiosi, ti dirà che la parte emozionante è il padre nostro o l’eucaristia.

Questo è un punto a tuo favore. Puoi inserire i momenti veramente emozionanti nella tua cerimonia civile e simbolica e, grazie ad una scaletta armoniosa, fluida e coerente con il tuo modo di essere, far rimangiare a queste persone i loro pregiudizi.

Però appunto, la tua cerimonia civile o simbolica sarà così intima, emozionante e unica che non vorrai dividerla con tutti. La noia di un rito in chiesa si può condividere con chiunque. Il coinvolgimento emotivo di un rito su misura no. È destinato a chi ti vuole bene veramente.

Quindi in sostanza i miei consigli per te oggi sono ben due:

1) Invita le persone più care, lascia perdere gli altri

2) Coinvolgi le persone presenti con un rito unico ed emozionante

All’inizio dovrai abbattere le loro diffidenze, ma una volta fatto questo saranno entusiasti di vivere questa esperienza unica. Io ho elaborato alcune strategie furbe, per superare gli ostacoli culturali e aiutarti a conquistare la cerimonia dei tuoi sogni.

Sarei davvero felice di metterle al tuo servizio, per aiutarti a creare un matrimonio autentico e in sintonia con il TUO modo di essere e pensare. Per saperne di più ti basta compilare il modulo in basso. Ti risponderò al più presto per dirti se la data che hai scelto è ancora disponibile.

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A presto

Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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