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Partecipazioni per la cerimonia e il ricevimento nello stesso posto: come fare?

Tutte le coppie che scelgono di celebrare il loro matrimonio in location si trovano ad un certo punto davanti ad un dilemma. Come fare le partecipazioni? Se la cerimonia e il ricevimento sono nello stesso posto si pongono un po’ di problemi che mettono in imbarazzo le famiglie e generano incomprensioni con i genitori.

Prima di tutto una nota tecnica, così ci capiamo sui termini. Tecnicamente la partecipazione è quella in cui si annuncia la cerimonia e vale come richiesta di partecipazione al rito (in chiesa o in comune). Invece l’invito è il cartoncino più piccolo, che si aggiunge nella busta per informare gli invitati che sono i benvenuti al ricevimento.

Di solito quindi quando un ospite riceve la fatidica busta, dopo aver sudato freddo e imprecato tra i denti per il fatto di dover partecipare ad un altro matrimonio, corre subito a cercare il bigliettino. Vuole capire quanto impegnativo è l’invito (e quanto dovrà spendere per il regalo).

Nel caso del tuo matrimonio però le cose funzioneranno diversamente, visto che hai scelto di fare la cerimonia e il ricevimento nella stessa location.

La tua scelta sarà molto apprezzata dai tuoi ospiti.

Non devi temere, saranno contenti di non dover fare viaggi da una location all’altra. Per loro la giornata sarà molto più facile e divertente. Inoltre con la tua cerimonia su misura regalerai loro un’emozione che non dimenticheranno mai.

Ma PRIMA devi risolvere l’enigma delle partecipazioni, badando alle particolarità del tuo matrimonio.

Come fare le partecipazioni se cerimonia e ricevimento sono nello stesso posto

Visto che non puoi cacciare le persone al termine della cerimonia, per proseguire il ricevimento solo con i familiari più stretti e gli amici, non servono necessariamente due cartoncini. Il tutto potrà essere riportato su un unico cartoncino, in cui ci sarà l’annuncio della cerimonia e una frase per indicare che al termine di questa si terrà il banchetto.

Va da sé che questo deve essere spiegato in maniera molto chiara ed inequivocabile. Temi che i tuoi invitati non siano in grado di leggere e capire il tuo invito? Sospetti che possano offendersi prima ancora di leggere per il fatto di non aver trovato un cartoncino più piccolo nella busta? Tu li conosci e solo tu puoi saperlo. Se questo dubbio ti turba, fai pure due cartoncini. Sull’invito scriverai una frase che farà capire che non bisogna spostarsi, ma che il matrimonio continua nella stessa location.

Come risolvere il problema degli annunci

Il pomo della discordia con le famiglie è di solito l’assenza di inviti di cortesia. In un matrimonio tradizionale si usa mandare le partecipazioni “per conoscenza” ad una serie di persone di cui non importa niente a nessuno. O almeno non abbastanza da invitarli al ricevimento.

Vicini di casa, clienti, colleghi, personalità locali, insomma tutti quelli con cui si ha voglia di vantarsi. “Mia figlia si sposa e tu non sei invitato, pappappero”. Più o meno il senso della partecipazione è questo.

Il nostro bon ton però copre questo intento assai poco carino chiedendo a questi invitati di serie B di partecipare alla cerimonia in chiesa o in comune. La domanda è… e tu come fai?

Ecco quali sono le tue opzioni.

1) Tagliare la lista degli invitati

Smetterla con l’ipocrisia ed ignorare queste persone. Invitare al matrimonio solo quelli a cui tieni davvero. Come ti sembra questa idea? Lo so, è rivoluzionaria. La sincerità lo è sempre.

2) Fare un invito-non invito

Mandare la partecipazione in cui c’è indicata solo la data. Niente luogo, niente orario. Aggiungere una frase in cui si specifica che il rito di nozze verrà celebrato in forma privata. Fa un po’ Principessa, ma l’effetto è quello desiderato: far sapere che ti sposi, ma che loro non sono invitati. Nemmeno alla cerimonia.

3) Creare un evento parallelo

Riservare a queste persone un invito ad un evento separato, solo per loro. Più discreto ed economico del matrimonio vero e proprio, ma comunque curato. Un gesto di rispetto, secondo qualcuno, o di affetto, se tra queste persone ce ne sono alcune che avresti voluto invitare, ma che hai dovuto escludere per ragioni di budget. Ecco alcuni esempi, puoi invitare queste persone a:

  • un brindisi prima della cerimonia a casa della sposa
  • il taglio torta al termine del matrimonio
  • il tuo bridal shower
  • una festa pre-matrimonio
  • una festa dopo il matrimonio
  • una festa di fidanzamento
  • una festa per la promessa (le pubblicazioni in comune)

Sicuramente ti verranno in mente altre idee, ma il principio è quello. Fare un piccolo ricevimento solo per queste persone (o per tutti).

Cosa non devi MAI fare

C’è un errore in cui cadono tantissime spose, quando si trovano ad organizzare una cerimonia simbolica nella location. Di solito si sposano prima in Comune con rito civile standard e poi fanno il rito laico, più ricco e personalizzato nel luogo dove poi avverrà il ricevimento. E in genere queste due cerimonie avvengono in giorni e luoghi separati.

Ebbene, molte invitano gli ospiti di serie B al rito in Comune. Sembrerebbe una soluzione ideale, ma è un errore madornale, che non devi fare MAI. Perché genera due problemi.

Un problema piccolo

In primo luogo infatti rischi di fare due matrimoni e di prendere una deriva che ti farà spendere il doppio, perché poi i passi successivi sono:

A questi ospiti che vengono in Comune non dobbiamo offrire niente dopo il rito?

E non gli dobbiamo dare la bomboniera?

E cosa devo indossare per la cerimonia?

E così via, quindi in men che non si dica ti trovi con doppie partecipazioni, doppio rinfresco, doppia serie di bomboniere, doppio abito da sposa e doppie spese. No. Non si fa.

Questo è un problema piccolo, sarebbe facilmente superabile se tu avessi un budget illimitato. Ma quello che sto per dirti vale anche se sei milionaria.

Un problema enorme

In secondo luogo, stai creando una pericolosissima distinzione. Infatti i tuoi cari si chiederanno (non è colpa loro, è un retaggio culturale italiano e bigotto) qual è la cerimonia VERA e qual è la cerimonia FALSA. Non riusciranno più a percepire l’integrità del tuo operato, a capire che hai voluto dedicare un momento alla tua dichiarazione solenne d’amore e impegno (davanti alla tua comunità di riferimento) e un momento separato all’espletamento delle barbose pratiche burocratiche.

Quindi cadrai in una spirale in cui la tua cerimonia su misura, personalizzata, unica, quella che veramente esprime l’essenza del vostro amore e risuona con le vostre anime, verrà percepita da tutti (e anche da te, sotto sotto, perché sarai stanca e provata e ti farai condizionare), come una replica, una seconda cerimonia, una recita, un rito figurativo.

Con un solo gesto hai svilito completamente il senso della tua promessa e del tuo impegno. Hai buttato alle ortiche il tuo sogno. L’hai distrutto per sempre.

E per cosa? Per accontentare delle persone che a malapena riconosci e saluti quando le incontri per strada?

Dai, non scherzare!

Stai sognando questo matrimonio da quanto? Anni? Decenni?

Non puoi rovinare tutto solo perché i tuoi genitori si sentono in imbarazzo all’idea che il farmacista, il commercialista e il medico di base non sappiano che ti sposi (e non ti facciano il regalo, perché avresti proprio bisogno di un altro set di tazzine da caffè!!!).

Se ti trovi in questa situazione è perché i tuoi genitori non hanno compreso l’importanza del rito. E sai cosa? Probabilmente anche tu non l’hai compresa fino in fondo. Hai ancora dentro quel dubbio che ti rode, che ti fa pensare che quello che vuoi davvero è un finto rito, una replica. Giusto per fare una cosa bella.

Non hai abbastanza consapevolezza, stima e fiducia nella forza e nel significato del vostro amore. Non credi che possa essere un sentimento così raro, prezioso e luminoso da meritare una cerimonia su misura per onorarlo e festeggiarlo.

Arrivate a questo punto, a costo di sembrarti presuntuosa, devo dirtelo. Io posso curare questo dolore. Lo so perché ho già aiutato centinaia di future spose che si trovavano nella tua stessa situazione.

Il mio percorso Cerimonia VIP è stato ideato proprio per questo. Per aiutare le coppie a comprendere il loro rapporto, a trasmettere e comunicare l’importanza del loro amore anche ai parenti più scettici, a sentirsi orgogliosi della loro cerimonia.


Come fare a trasformare quei dubbi in pura gioia?

Con il percorso Cerimonia VIP ti guiderò passo passo al tuo traguardo

Immagina la sensazione di sentirti fiera del tuo matrimonio, tutto quello che hai sempre desiderato che diventa realtà. Niente timore, niente ansia di sbagliare, niente paura del giudizio altrui.

Fiera, radiosa, sicura di te, circondata da persone che capiscono e approvano la tua scelta. Io ti vorrei vedere così nel giorno del tuo matrimonio, e sono pronta a schierarmi al tuo fianco!

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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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