cose da sapereriti nuziali

La storia della sposa felice e della sposa infelice (a chi somiglierai tu?)

Oggi ho deciso di raccontarti una storia, una di quelle che si narrano intorno al fuoco nelle buie notti invernali. Una di quelle storie che fanno un po’ paura e che contengono un grande insegnamento. Mettiti comoda, rilassati e leggi questo racconto, perché contiene un suggerimento importante per il tuo matrimonio.

La storia della sposa felice e della sposa infelice

C’era una volta…

Eh già, comincia proprio così, come la più classica delle fiabe. C’erano una volta, non molto tempo fa, due ragazze. Barbara e Marcella. Due future spose: Barbara avrebbe sposato Giuseppe,  Marcella era fidanzata con Antonio. Le due ragazze avevano molte cose in comune. Erano nate nello stesso paesino della Calabria ed entrambe avevano scelto la stessa location per il loro matrimonio: un ristorante elegante e rinomato, un tratto di spiaggia bianca, che sembrava fatto apposta per ospitare una romantica cerimonia nuziale in stile hollywoodiano.

Le due ragazze sognavano entrambe una cerimonia all’americana, avevano fantasticato sin da piccole sul loro grande giorno. Giorno dopo giorno, anno dopo anno, avevano immaginato mille volte di percorrere al suono della marcia nuziale quel sentiero verso la felicità. Nel loro sogno c’erano gli stessi elementi: un meraviglioso abito bianco, un allestimento floreale mozzafiato, una cerimonia romantica.

Barbara e Marcella erano entrambe molto belle, con la tipica bellezza del sud Italia: capelli scuri, grandi occhi scuri, un sorriso contagioso. Entrambe avevano una spiccata personalità, erano entrambe brillanti e intelligenti. Il lavoro e la vita le avevano condotte lontano dalla loro regione e questo aveva regalato loro una maggiore apertura mentale, rispetto a quella dei loro compaesani. Tuttavia niente è come la propria terra, e non vedevano l’ora di tornare a casa per riunirsi alla loro famiglia e celebrare le nozze.

Nonostante questo, avevano un po’ di timore. Come avrebbero reagito gli invitati? In quel paesino le cerimonie in chiesa erano la norma e tutto ciò che è nuovo, moderno e proveniente dall’America destava sospetto. Le due ragazze erano decise a far apprezzare i loro matrimoni a tutti, anche a costo di fare qualche sacrificio in più.

Per questo tutte e due avevano dedicato più di un anno ai preparativi, investito una notevole quantità di denaro nell’organizzazione del matrimonio e selezionato con cura ogni dettaglio.

Entrambe avevano scelto una celebrante professionista per officiare il rito nuziale. Eppure: il giorno dopo le nozze, le somiglianze tra le due ragazze erano scomparse

  • Barbara era al colmo della felicità. Volava ad un metro da terra, sentendosi ripetere da tutti che il matrimonio era stato meraviglioso e indimenticabile. Il momento che aveva lasciato tutti commossi e senza fiato era stato quello della cerimonia. Barbara si era tolta la soddisfazione di sentirsi lodare anche da chi era più scettico nei confronti di quel rito così insolito. “Meraviglioso! È stato tutto come in un film!” le aveva detto la prozia Maria, la donna più tradizionalista e avara di complimenti che tu possa immaginare.

 

  • Marcella, invece, sentiva nello stomaco il morso feroce della delusione. Certo, non poteva definirsi completamente infelice. Il matrimonio tutto sommato era andato bene ed era contenta di essersi sposata. Eppure, si sentiva derubata di qualcosa. La cerimonia era stata un po’ piatta, troppo breve, molto al disotto delle sue aspettative. Gli invitati l’avevano seguita educatamente, ma senza particolare trasporto. Nessuno si era lamentato, ma neanche complimentato troppo. Non c’era enfasi, ma solo cortesia nei vari “Grazie, siamo stati bene”, degli ospiti.

Tanta fatica, tanti sogni, tanti sacrifici… per cosa?

Marcella, la sposa infelice, sorrideva a tutti, ma dentro di sé provava una gran rabbia. Aveva custodito quel sogno nel cuore per tutta la vita ed ora – puff! – era scoppiato, come una bolla di sapone, lasciando solo stanchezza e amarezza.

Barbara, la sposa felice, sentiva invece di essere finalmente riuscita a dimostrare chi era. Non solo aveva coronato il suo sogno d’amore, ma aveva conquistato un traguardo personale, e si sentiva più sicura di sé e pronta ad affrontare il suo futuro.

L’elemento che fa la differenza

Ti sei mai chiesta qual è l’elemento che fa la differenza in un matrimonio?

Il ristorante scelto da Barbara e Marcella era lo stesso, il banchetto era in entrambi i casi eccellente. Tecnicamente entrambi i matrimoni erano andati lisci, grazie alla presenza di una squadra di professionisti. La grande differenza era stata nella cerimonia.

Il rito di Marcella era stato celebrato da una officiante professionista, famosa in tutta Italia, con un testo standard. Uno script americano personalizzato in poche parti per renderlo più adatto alla coppia. Il risultato, per quanto impeccabile da un punto di vista teorico, era stato un flop. Quella blanda personalizzazione non era sufficiente a raccontare il meraviglioso mondo interiore di Marcella e Antonio. Inoltre, partendo da un testo americano, la cerimonia conteneva tutti gli elementi che fanno scattare la diffidenza degli invitati.

Il rito di Barbara, invece, era stato scritto da zero. Era unico al mondo, parlava di lei, di Giuseppe, della loro storia d’amore. Ogni elemento era stato studiato tenendo in considerazione la psicologia degli invitati.

C’erano voluti quasi quattro mesi, tra modifiche e revisioni, per raggiungere quel risultato. Quattro mesi che erano volati, tra una mail e una telefonata, una chiacchierata su skype e un messaggio su Whatsapp. Si era divertita durante i preparativi a creare quella cerimonia insieme alla celebrante.

Si era goduta ogni istante di quel percorso.

Chi l’avrebbe detto? Può un foglio pieno di parole e essere così importante?

Il testo della cerimonia simbolica

C’è una cosa che non ti ho detto, a proposito di Barbara e Marcella. Non sono personaggi di fantasia. Si tratta di una storia vera (ho cambiato solo i nomi, per privacy). Barbara è una delle mie spose.

In realtà sono due le cose che non ti ho detto. Le due ragazze sono sorelle. Spesso accade nei paesini molto piccoli che si conoscano un po’ tutti. Ma nel loro specifico caso i loro invitati erano proprio gli stessi. Questo ha complicato un po’ le cose.

Marcella, la più grande, è stata la prima a sposarsi, con i risultati che ti ho raccontato. Due anni dopo è stato il turno di Barbara e, se possibile, le famiglie erano ancora più ostili e convinte che il rito simbolico fosse una pagliacciata. La sfida era doppia, far apprezzare alle stesse persone qualcosa che avevano già provato e che non avevano gradito.

Per questo Barbara,  si è guardata bene dal chiamare la stessa celebrante, e ha contattato me. Dopo aver fatto una chiacchierata le ho spiegato che nel suo caso doveva puntare tutto sull’emozione e raccontare nel modo più coinvolgente possibile la sua storia d’amore. Il testo della cerimonia simbolica era la priorità, più importante dei fiori, delle partecipazioni e degli altri dettagli del matrimonio. Le ho proposto una Cerimonia VIP.

Come sai con il mio metodo ho completamente rivoluzionato il settore delle cerimonie personalizzate. Il principio è semplice: un testo Cerimonia VIP non è fatto solo di belle parole. Dietro ogni riga c’è uno studio attento e certosino, che parte dall’analisi dei valori, delle tradizioni e delle abitudini degli sposi e delle loro famiglie. Soprattutto, è un testo che viene creato insieme agli sposi.

Questo cosa significa? Che sono io l’ingrediente fondamentale per renderti felice? NO. Io sono uno strumento, io ho ideato il metodo. Ma l’ingrediente più importante sei tu. Siete voi.

L’amore è l’elemento principale

Probabilmente anche tu, come Barbara e Marcella, hai sempre sognato il momento in cui camminerai verso il tavolo di celebrazione, splendida e con il cuore che ti batte forte, per raggiungere il tuo amore. Visualizzi anche il momento finale della cerimonia. Quel bacio da film che suggella il tuo sì.

Ma cosa c’è tra l’ingresso della sposa e il bacio finale?

Cosa succede quando la marcia nuziale finisce, quando hai preso posto, ti sei sfilata i guanti e hai posato il bouquet? La scommessa si deve vincere allora, quando i tuoi invitati fissano lo sguardo su di te e aspettano, con un misto di invidia e incertezza, di essere sorpresi e coinvolti.

Se quello che accade è una pantomima, un rito banale, trito e ritrito, che non ti rende giustizia, la sfida è persa! Certo, il testo da solo non basta, non è stato solo il testo a rendere Barbara una sposa felice. Ci sono altri elementi indispensabili, ecco come io me ne prendo cura:

  1. La celebrazione. Non si può improvvisare, per questo ho dedicato anni ad elaborare il mio metodo e ad insegnarlo alle celebranti certificate Cerimonia VIP. La celebrante si prende cura di te e della tua cerimonia, ma non solo. Bada al tono, ai gesti, a gestire gli umori dell’assemblea. Fa da punto di riferimento e allo stesso tempo lascia il ruolo di protagonista agli sposi.
  2. La musica. Il linguaggio universale del suono permette di comunicare emozioni e sentimenti. Durante la creazione della cerimonia ti offrirò anche la mia consulenza sui brani musicali più appropriati per esaltare le parti più importanti del rito.
  3. Le promesse. Non è facile mettere il proprio impegno su un foglio, per questo vi aiuterò anche con la stesura delle promesse nuziali, perché siano armoniose ed emozionanti.
  4. I gesti. Per essere a tuo agio e goderti al massimo il rito come ha fatto Barbara, hai bisogno di sapere cosa fare e come farlo. Lo imparerai quando studieremo insieme la cerimonia e ti spiegherò passo passo cosa fare.
  5. Il coordinamento. Gli altri professionisti (musicisti, fotografo, fiorista) devono conoscere le caratteristiche del rito e sapere come e quando intervenire, perché il loro lavoro si integri alla perfezione con la tua cerimonia. Mi prendo cura di questi aspetti fornendo loro tutte le informazioni e il supporto necessari. Il lavoro di squadra è una parte fondamentale del mio metodo.

Il mio obiettivo è sempre stato quello di creare una formula per portare nelle cerimonie nuziali la libertà di essere se stessi e allo stesso tempo garantire la perfetta riuscita della cerimonia. Con questo metodo ho rivoluzionato le cerimonie nuziali e creato dei nuovi standard nel settore. Chissà, forse i tuoi invitati hanno già assistito ad una Cerimonia VIP e vogliono scoprire se sarai in grado di offrire loro un’esperienza così emozionante.

Avere una cerimonia scritta per te da zero ti dà un importante vantaggio: il tuo matrimonio sarà unico, proprio come te.

Ti auguro di cuore di essere una sposa felice, qualunque sia la cerimonia che scegli. Ma se il tuo cuore batte per le cerimonie all’aperto sappi che sono qui, pronta a raccogliere la sfida e a renderti protagonista del tuo grande giorno.

Per saperne di più contattami

A presto

Claudia

 

 

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Claudia

Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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