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Quando gli sposi sono timidi. Una cerimonia senza parlare

Mi capita spesso di incontrare coppie di sposi che vorrebbero una cerimonia senza parlare. Soprattutto gli uomini, devo ammettere, quando si avvicinano al matrimonio, rivelano delle fragilità inaspettate. Magari si tratta di persone che in famiglia o con gli amici hanno fama di essere dei gran simpaticoni, che non disdegnano chiacchiere, battute e barzellette. Magari hanno anche fatto una spettacolare proposta di matrimonio, romantica e degna di un film e ritengono di aver con questo esaurito la quota “imbarazzo” di questa incarnazione.

Insomma, parlare in pubblico? Dimostrare i propri sentimenti davanti a tutti? Dire quello che si prova ad alta voce? Grazie no, sarà per la prossima vita.

Di solito le reazioni possono essere due. La sposa può essere altrettanto timida e quindi i due si coalizzano e la loro missione diventa escogitare un modo per fare una cerimonia senza parlare. Oppure lei può essere una di quelle che hanno sempre sognato le promesse nuziali e che non vedono l’ora di sentire lui dichiarare il proprio amore davanti all’altare. In quel caso scoprire che lui non ha la minima intenzione di spiccicare parola è un vero e proprio shock che, sommato all’ansia e al nervosismo da preparativi può creare parecchio attrito nella coppia.

Raramente si verifica il caso opposto, quello cioè in cui è lui il grande chiacchierone ed è lei ad essere più timida. Non so perché, ma nell’ambito delle cerimonie simboliche e dei riti personalizzati questo si verifica poche volte. Probabilmente le donne sono più portate a fantasticare davanti a film e telefilm e a immaginare in ogni modo possibile il loro rito nuziale, quindi il concetto di “dover parlare” attecchisce prima nella loro mente. Gli uomini spesso lo “scoprono” a preparativi iniziati. “Devo parlare anch’io? Oddio, e ora?”

Ti ritrovi in questa analisi? Hai mai pensato che ti vergogni a dover parlare durante il tuo matrimonio e che preferiresti una cerimonia senza parole? Oppure ti è capitato di discutere con lui e di trovarti a dovergli spiegare che il matrimonio è anche il suo e che è inevitabile essere al centro dell’attenzione?

Essere al centro dell’attenzione è inevitabile

L’ho scritto in grande, così è più chiaro. I vostri invitati sono lì apposta per vedervi e soprattutto per sentirvi parlare. Non esiste la possibilità che voi stiate completamente muti.

Esistono però vari tipi di cerimonie, infiniti. Se infatti il rito nuziale viene scritto appositamente per voi è giusto che rispetti il vostro modo di essere e anche la vostra timidezza (posto che comunque qualcosina dovrete dire e fare, non c’è modo di evitarlo).

Prima di spiegarti alcuni dei modi in cui si può ridurre l’imbarazzo, voglio fare una premessa.

Si tende a considerare il matrimonio nel modo sbagliato. Spesso le coppie e le loro famiglie sono colte da una vera e propria ansia da prestazione. È un po’ come il matrimonio fosse uno spettacolo, in cui sbagliare una battuta è una tragedia. Premesso che anche in teatro NON è una tragedia dimenticare una battuta, anzi c’è il famoso detto “lo spettacolo deve continuare”, il matrimonio è qualcosa di molto diverso. Per fortuna negli ultimi anni c’è un’inversione di tendenza che sta portando alla luce il desiderio di nozze più semplici e autentiche, dove la personalità degli sposi e il loro amore sono più importanti delle apparenze. Ciò nonostante ci sono ancora molte paure legate al matrimonio e soprattutto alla cerimonia, che è la parte più importante delle nozze.

Molte coppie di sposi si logorano con domande del tipo “E se dimentico quello che devo dire? E se mi impappino? E se scoppio a piangere o a ridere?”

Ora pensaci un attimo, se fosse una tua amica che sta per sposarsi cosa le diresti in risposta a queste obiezioni? Probabilmente le diresti che non ha nessuna importanza, che non è uno spettacolo, che anche se sbaglia, si impappina, scoppia a piangere o a ridere non c’è proprio nessun problema. Dico bene? Chissà perché però siamo sempre molto brave – soprattutto noi donne – a dare degli ottimi e saggi consigli, ma quando si tratta di seguirli siamo delle campionesse olimpiche di “predicare bene e razzolare male”.

Io, per esempio, durante le mie promesse mi sono impappinata. E dire che le avevo scritte io, le conoscevo a memoria e le stavo leggendo. L’emozione tuttavia è stata più forte. Posso dirti, dopo sei anni, che non ha nessuna importanza, il matrimonio ha avuto successo lo stesso e nessun meteorite ha colpito la terra decretando la fine dell’umanità. Ciò nonostante, se tornassi indietro, vorrei tanto non impappinarmi.

Questo per dirti due cose, prima di tutto so bene che la tua paura ha un fondamento. È del tutto normale e i buoni consigli e la razionalità lasciano il tempo che trovano. In secondo luogo, è assolutamente impossibile avere la certezza matematica che non farai errori. Il giorno del matrimonio è un mix di emozioni così forti che tutto può succedere. Lo so che non dovrei dirti queste cose e che dovrei farti credere che assumendomi avrai la garanzia di non impappinarti. Ma queste sciocchezze le lascio dire agli altri, io ho scelto di dirti la verità.

Per questo ti dico che esiste un’unica strategia per ridurre le possibilità che sbagli nel dire le tue promesse. Organizzare tutto per il meglio ed essere il più possibile tranquilla. In questo modo ridurrai al minimo le cause di stress e resterà solo l’emozione. Che può comunque fare brutti scherzi, ma sbagliare per emozione non pesa emotivamente come sbagliare per stress. Se sbagli per emozione te ne importerà molto poco e avrà un’importanza infinitesimale nell’insieme delle cose che sono successe durante tutto il matrimonio.

Hai bisogno di un’organizzazione impeccabile e di qualcuno al tuo fianco che ti tolga le castagne dal fuoco e ti faccia stare tranquilla.

Minimizzato questo rischio di errori, resta da capire se la tua è solo paura di sbagliare (comprensibilissima, e ti ho spiegato come si fa a ridurla) oppure proprio una timidezza grave. Per intenderci sei sicura che una cerimonia senza parlare sia veramente quello che vuoi? Perché se è solo paura di sbagliare potresti pentirtene quando tra qualche anno ripenserai al tuo matrimonio. Se invece la tua è vera timidezza, che rischia di paralizzarti e impedirti di vivere quel giorno come meriti, possiamo adottare qualche strategia.

Di quale caso si tratta lo sai solo tu.

Una cerimonia senza parlare

Diciamo che sei veramente timida a livelli gravi, che non sei mai riuscita a superare un’interrogazione a scuola, non hai mai saputo dare un esame orale all’università e non riesci a sostenere una discussione neanche davanti alle persone che ti vogliono bene e di cui ti fidi (perché questo dovrebbero essere i tuoi invitati, se non è così dovresti rivedere la tua lista!).

Devi sapere che ci sono molti modi in cui si possono organizzare le promesse nuziali, non soltanto il metodo classico in cui lui e lei parlano per dieci minuti. Ah, non sapevi che questo è il metodo classico? Eri rimasta alle promesse stile cerimonia in chiesa? Ok, allora cominciamo dall’inizio.

1) Promesse diverse e personalizzate

I due sposi scrivono separatamente le loro promesse e le leggono a turno. Questa è la versione più romantica e unica delle promesse, perché è veramente una sorpresa. Il contro è che uno dei due può essere più logorroico dell’altro, quindi scrivere una promessa di una pagina, mentre l’altro ha scritto una promessa di due righe. Ci può essere anche una differenza di tono, nei casi in cui uno dei due fa una promessa molto solenne e l’altro molto scherzosa. In questi casi di solito mi occupo di fornire separatamente consulenza agli sposi, in modo da dare qualche dritta e risolvere a monte questi problemi senza rovinare la sorpresa. Queste promesse non fanno per te se sei timida, anzi.

2) Promesse uguali

Può essere una banale frase standard a cui né voi né i vostri invitati presterete troppa attenzione. Per esempio nella cerimonia cattolica si usa questa formula:

Io [nome] accolgo te, [nome], come mia/o sposa/o.
Con la grazia di Cristo
prometto di esserti fedele sempre,
nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia,
e di amarti e onorarti
tutti i giorni della mia vita.

Puoi scrivere una variante di questa formula per il tuo rito laico, oppure (sarebbe meglio) scrivere qualcosa di più significativo e personale. Sarà sempre una promessa breve, ma ripetendo la stessa cosa l’imbarazzo sarà ridotto. Abbi cura di far parlare prima lui, o chi dei due è meno timido, per rompere il ghiaccio.

3) Promesse in contemporanea

Potete leggere in coro la stessa promessa, in questo modo le vostre voci si intrecceranno e vi supporterete a vicenda, così se uno dei due dovesse sbagliare il suo errore verrà coperto dalla voce dell’altro. L’effetto è poco chiaro all’orecchio degli invitati (aiutali con un libretto cerimonia), ma è molto tenero.

4) Promesse ripetute

In questo tipo di promesse, la celebrante legge un rigo per volta e gli sposi lo ripetono. In questo modo il rischio di sbagliare è ridotto al minimo, anche se le promesse sono abbastanza lunghe, perché bisogna concentrarsi su un pezzettino alla volta. Inoltre è l’ideale se normalmente porti gli occhiali e quel giorno hai deciso di non usarli perché non devi leggere, ma solo ascoltare e ripetere.

5) Promesse domanda-risposta

In queste promesse nuziali devi solo dire sì. La celebrante ti chiederà se prometti una determinata cosa e dovrai solo confermare. È in assoluto il tipo di promessa in cui si parla meno. Non è romanticissima, però è efficace per le persone estremamente timide. Ovviamente devi fare in modo che le domande della celebrante contengano quel romanticismo e quel tocco personale che aiuta gli ospiti a commuoversi e sentirsi coinvolti, altrimenti il tuo rito somiglierà più ad una fredda cerimonia civile piuttosto che ad un rituale di nozze personalizzato e romantico.

Si tratta in ogni caso di un equilibrio molto delicato, non solo per quanto riguarda le vostre emozioni, ma anche per il coinvolgimento dei presenti. Infatti tutti loro sono lì per ascoltare voi e ripiegare su una cerimonia senza parole può essere un autogol se non viene fatto con la giusta tecnica. Quando scrivo i testi per le cerimonie delle mie coppie infatti metto in atto una serie di strategie che ho codificato e sperimentato durante gli anni della mia carriera e che mi hanno già permesso di aiutare centinaia di coppie di sposi (molte delle quali veramente timide fino all’inverosimile) a coronare il loro sogno.

Se vuoi saperne di più sono a tua disposizione. Contattami tramite email.

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♥♥♥ Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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