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Come scegliere l’orario della cerimonia

C’è un punto dei preparativi in cui quasi tutti ad un certo punto si incagliano, ed è la scelta dell’orario della cerimonia. Potrebbe sembrare una decisione semplice da prendere, ma si intrecciano numerosi fattori che la rendono invece complessa.

È un gioco di equilibri, volto a scegliere il momento più adatto, che ti aiuterà ad avere il rito civile o simbolico dei tuoi sogni e contemporaneamente permetterà ai tuoi ospiti di godersi la giornata senza stress.

Ho pensato perciò di aiutarti a esaminare gli elementi chiave della scelta dell’orario, in modo che tu possa superare agilmente questo scoglio.

Ti anticipo che una risposta univoca non è possibile, quindi non potrò dirti “sposati alle ore X”, ma potrò aiutarti a fare i tuoi calcoli in modo più efficace.

Scegliere l’orario della cerimonia: da dove si comincia?

Il primo punto da tenere in considerazione è il tipo di matrimonio che stai organizzando. Sarà diurno o serale? Il banchetto si terrà a pranzo o a cena?

Non è soltanto una questione di gusti, ma devi tenere presente anche il periodo dell’anno. D’estate si preferisce sposarsi di sera, mentre d’inverno si sceglie spesso un matrimonio diurno, per godere delle condizioni climatiche più favorevoli.

Va considerato anche il luogo della cerimonia. Se d’inverno sarà presumibilmente al chiuso, nelle altre stagioni la tentazione di celebrare il rito all’aperto è molto forte e quindi il caldo ti fa escludere una ampia fascia oraria.

Ma non solo. Se il luogo è privato hai maggiore possibilità di scelta, ma se è un luogo pubblico devi tenere presente che ci saranno altre persone ad usare quello spazio. Per esempio nel caso di rito sulla spiaggia è consigliabile scegliere un orario serale, in modo che i bagnanti siano andati via.

Ovviamente devi tenere in considerazione anche come desideri che si svolga la giornata. O, detto più chiaramente, a che ora vuoi svegliarti. Se infatti non sei una persona mattiniera, una cerimonia di mattina ti costringerebbe ad una levataccia e probabilmente non saresti al meglio di te nel giorno più importante della tua vita.

Fatte queste riflessioni preliminari, dovresti essere in grado di decidere tra cerimonia di mattina e cerimonia di sera.

Una giornata emozionante con un equilibrio perfetto

Decidere se sarà di mattina o di pomeriggio però non è sufficiente, perché tu devi mettere un orario preciso sulle partecipazioni. Per fare questo, devi immaginare tutto lo schema della tua giornata e creare un equilibrio tra i momenti “pieni” (cerimonia, banchetto, ballo) e i momenti “vuoti” (viaggio, attesa prima e dopo il rito).

I tuoi invitati non devono annoiarsi né sentirsi abbandonati a sé stessi, ma sentirsi sempre coinvolti e partecipi. Una scelta molto comune in questo senso, è svolgere la cerimonia nella stessa location dove c’è la festa, in modo da azzerare il problema degli spostamenti.

Ma qualche volta la distanza non è il nemico peggiore. Capita spesso che gli invitati arrivino alla location e siano costretti ad aspettare per molto tempo perché la sposa è in ritardo. Oppure che, dopo la cerimonia, siano lì bloccati in una specie di limbo ad aspettare che gli sposi tornino dal servizio fotografico.

Sì, lo so cosa stai pensando. Che in quei momenti c’è l’accoglienza con un piccolo angolo dedicato alle bevande, e l’aperitivo vero e proprio. Sono certamente utili, ma non sono da considerare un “intrattenimento”. L’accoglienza dovrebbe durare un tempo limitatissimo (15-20 minuti), mentre l’aperitivo può estendersi per un arco temporale più lungo, ma senza strafare (30-45 minuti).

Dopodiché DEVE succedere qualcosa. Deve iniziare la cerimonia, deve iniziare il pranzo/cena. Altrimenti la noia sale e l’umore scende. E non è quello che vuoi.

Se fosse per me, ci sarebbe una legge che vieta agli sposi di mollare i loro ospiti in location e andarsene a fare le foto. Il servizio fotografico si può fare benissimo nel luogo stesso, senza sprecare tempo in lunghe trasferte.

In ogni caso, questo rebus si scioglie parlando chiaramente con il ristorante e chiedendo l’orario in cui inizierà il banchetto. Poi si procede a ritroso, calcolando la durata dell’aperitivo, la lunghezza della cerimonia e il suo inizio.

Infine, si calcola un po’ di tolleranza (quanto dipende dalle usanze della tua zona, da quanto sei ritardataria e da quanto sono puntuali i tuoi invitati) e si scrive l’indirizzo sulle partecipazioni.

Esempio:

La cena inizia alle 20:00.

L’aperitivo verrà servito alle 19:15, durerà 30′ e poi ci sarà un quarto d’ora “cuscinetto” per consentire a tutti di prendere posto.

La cerimonia simbolica avrà, mettiamo, una durata di 45′, quindi si prevede che inizi alle 18:30.

Sulle partecipazioni decidi di scrivere 18:00 perché sai che la tua testimone fa sempre almeno 20′ di ritardo.

Non dimenticare la luce

La luce è l’elemento che con più probabilità potrebbe portarti a modificare il tuo calcolo. Per esempio, il fotografo potrebbe voler fare delle foto al tramonto. E quindi è opportuno fare un doppio controllo anche con lui.

Per fortuna l’orario di tramonto del sole nella data che ti interessa si può conoscere in anticipo con una rapida ricerca. Inoltre, considerando l’orientamento della tua location secondo i punti cardinali, puoi anche prevedere da dove arriverà la luce e se sarà abbagliante o se farà troppo caldo all’orario che hai previsto.

Non di rado queste valutazioni scombinano i piani. Occorre quindi riprendere in mano il tuo timing e fare le dovute correzioni. È come regolare un delicatissimo strumento con tanti ingranaggi.

Tieni presente che, se i tempi di attesa per gli invitati si allungano, devi pensare ad un intrattenimento che non sia soltanto l’aperitivo. Magari uno spettacolo, o dei giochi, insomma qualcosa che li aiuti a non sentire la tua mancanza.

Come scegliere la durata della cerimonia

Dopo tutto questo discorso, verrebbe da pensare che la durata della cerimonia sia la “fisarmonica” che permette di far quadrare i conti.

In realtà questo è vero solo in minima parte.

Certamente, se scegli una cerimonia unica e creata per te, hai anche la facoltà di decidere quanto deve durare. Ma è anche vero che, a seconda del tipo di coppia e del tipo di assemblea, è necessario strutturare in modo diverso il rito.

In alcune situazioni occorre tempo per sciogliere le diffidenze degli invitati e farli emozionare. Perché magari sono prevenuti e considerano il rito civile o simbolico come un matrimonio di serie B. Oppure perché non hanno esperienza di matrimoni non convenzionali e quindi sono lì rigidi, con l’ansia di chi non sa cosa aspettarsi.

Anche la vostra emotività è un fattore chiave. Durante il rito dovete avere il tempo di vivere profondamente questa esperienza, per sentirvi sereni e a vostro agio quando dovrete leggere le vostre promesse.

Se ti stai chiedendo come si fa a decidere quanto deve durare il rito, sappi che esiste un Percorso di preparazione alla cerimonia, in cui si affrontano tutte queste tematiche. Lo so per certo, perché l’ho inventato io, e l’ho perfezionato lavorando come celebrante con centinaia di coppie, dal 2009 ad oggi.

Ho scelto infatti un approccio innovativo al mondo dei riti civili e simbolici, e attraverso il mio metodo guido le coppie alla comprensione profonda della loro cerimonia nuziale.

Affronteremo tutte queste problematiche, scriveremo insieme un testo che vi rappresenti in pieno e conquisti i vostri famigliari e amici. E inoltre, durante la celebrazione potrò assicurarmi che tutto si svolga nei tempi e nei modi previsti.

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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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