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Cerimonia al tramonto: gli scherzi della luce

Se hai sempre sognato una cerimonia al tramonto, con il sole che cala lentamente e dipinge con le sue sfumature di oro rosso il cielo d’estate, hai tutta la mia comprensione. Che cosa c’è infatti di più romantico di una cerimonia al tramonto?

È uno scenario suggestivo e caldo, perfetto per avvolgere lo scambio delle tue promesse d’amore.

Attenzione però, perchè organizzare una cerimonia al tramonto è più difficile di quello che sembra, quindi oggi voglio farti riflettere su alcuni aspetti fondamentali, che devi assolutamente tenere in considerazione per la buona riuscita del tuo rito nuziale.

Nella mia vita ho celebrato moltissime cerimonie al calar del sole, ma voglio raccontartene due, per metterti in guardia sugli scherzi della luce.

Cerimonia al tramonto n.1: un amore abbagliante

In questa cerimonia l’orario era perfetto e il sole stava iniziando a calare proprio mentre gli invitati arrivavano nel luogo scelto per il rito, il giardino della sala ricevimenti in cui poi si sarebbe svolto il banchetto.

Era piena estate e il caldo era torrido, i fioristi avevano tenuto all’ombra le composizioni floreali fino all’ultimo minuto, spruzzandole di continuo di acqua per tenerle in vita almeno fino alla conclusione della celebrazione. Io, che non avevo la stessa fortuna delle piante, stavo cercando di convincere il mio corpo a non sciogliersi in una pozzanghera in stile malvagia strega dell’Ovest. Nonostante fosse quasi sera, il sole rendeva l’aria incandescente.

L’allestimento era classico: un tavolo di celebrazione e tante sedie disposte in fila, con un corridoio centrale adorno di una passatoia bianca pronto a ricevere la sposa. Tutto era molto bello e curato, c’era solo UN piccolo difetto (a parte il caldo, ma si sa, non si può vincere contro il meteo).

Indovini quale?

La direzione del sole era proprio di fronte a me. Dal mio posto dietro al tavolo di celebrazione vedevo (è una parola grossa, visto che non riuscivo a tenere gli occhi aperti) questo disco candido che sparava verso di me tutta la sua potenza da 64 milioni di watt al metro quadro.

In pratica dovevo scegliere se diventare cieca o celebrare la cerimonia tenendo gli occhi bassi ed evitando di guardare gli sposi.

Ora, penso di sapere cosa stai pensando.

Alla fine il mio disagio è di poco conto. Il sole era di faccia a me, ma sposi e ospiti lo avevano alle spalle, quindi nessun problema. Io sono solo la celebrante e il mio comfort è secondario rispetto a quello degli sposi e dei loro invitati.

E sono d’accordo con te.

Infatti mi considero uno strumento durante la cerimonia, mi piace che i protagonisti siano gli sposi e che siano loro a dominare il “palcoscenico” (a differenza di altre celebranti che fanno le primedonne, ma questa è un’altra storia).

Però pensaci un attimo.

Quando è arrivata la sposa tutti gli invitati si sono girati per vederla entrare, bellissima nel suo abito bianco, emozionatissima al braccio del suo papà più emozionato di lei. Con dei tenerissimi paggetti a precederla portando le fedi e spargendo petali di rose.

O almeno credo, perché non si vedeva niente. Il sole era troppo abbagliante.

Anche lo sposo si è girato per vedere arrivare l’amore della sua vita, quella donna che aveva atteso da sempre. Voleva incontrare i suoi occhi, per scambiare con lei un cenno d’intesa e uno sguardo d’amore. Ma anche lui ha dovuto tenere le palpebre chiuse per non restare accecato.

E la sposa che cercava quello sguardo e che lo sognava da una vita ha dovuto rinunciare a quel piccolo poetico istante.

Piuttosto spiacevole, vero?

Se ci aggiungi che anche i fotografi hanno avuto serie difficoltà ad immortalare quel momento importantissimo, e a catturare le espressioni degli sposi e degli invitati durante il rito, ti renderai conto che i ricordi di quel matrimonio sono stati ridotti all’osso. Non era la cerimonia al tramonto che avevano sognato, anche se l’orario era perfetto.

Come si poteva evitare?

Il sole fa sempre lo stesso giro, la sua direzione e la sua altezza sono note. L’orientamento del luogo della cerimonia pure. Quindi tutto era calcolabile. Una wedding planner (brava) lo avrebbe tenuto in considerazione nella progettazione dell’evento. Una sala ricevimenti attenta, conoscendo il proprio ambiente a menadito avrebbe sconsigliato quell’angolo di giardino per la cerimonia.

Ti svelo poi un segreto. Se organizzi la tua cerimonia con almeno un anno in anticipo puoi andare a fare un sopralluogo un anno prima, nello stesso orario previsto per la tua cerimonia. La posizione del sole sarà quasi esattamente la stessa.

Questa è solo una delle cose da controllare quando si va a fare un sopralluogo, ma di solito gli sposi non lo sanno. Per questo spesso le mie coppie mi chiedono di accompagnarli, per aiutarli a fare le scelte giuste.

Cerimonia al tramonto n.2: romantico come la notte

La seconda cerimonia al tramonto che ti voglio raccontare ha dovuto affrontare la difficoltà opposta. Se nel primo caso c’era troppa luce, in questo secondo aneddoto la luce era troppo poca.

La cerimonia era stata organizzata sulla bellissima spiaggia privata di un ristorante, immagina un gazebo con le tende bianche mosse dalla leggera brezza marina, fiori in stile tropicale, tante sedie disposte sulla sabbia e un mare appena increspato, che invitava a fare un tuffo.

Una di quelle situazioni, insomma, in cui mi viene il dubbio se non sarebbe meglio celebrare in costume da bagno, per poter approfittare delle onde per rinfrescarsi.

Gli invitati erano tutti ansiosi di partecipare alla cerimonia, lo scenario da solo bastava a conquistarli. Il sole che calava piano piano, la musica in sottofondo e quel profumo delicato di mare che accompagna le più belle serate estive.

Peccato che la sposa abbia fatto un’ora di ritardo.

Vuoi per una errata pianificazione (anche in questo caso non c’era la wedding planner), vuoi per il traffico dato dal rientro a casa dei bagnanti, vuoi per una serie di piccoli imprevisti, per fartela breve, l’orario della cerimonia era ormai passato.

E con esso anche il tramonto era andato via, in un tripudio di colori suggestivi. Il sole non si ferma, non ti aspetta se sei in ritardo.

Era scesa la sera. Una bella serata d’estate, con il suo manto blu, una minuscola falce di luna e le prime stelle a punteggiare il cielo.

Poco male, penserai tu, una cerimonia di sera in riva al mare è comunque molto romantica ed emozionante.

Giusto.

Ma hai dimenticato una cosa.

Senza la luce del sole non si vedeva NIENTE.

La sposa stava per arrivare ed era impossibile leggere il testo della cerimonia. Poco male per me, ho sufficiente esperienza per poter officiare un rito nuziale improvvisando, senza nessun testo di riferimento. Ma che dire degli amici e parenti degli sposi che avrebbero dovuto leggere le letture?

E che dire degli sposi, che avevano accuratamente preparato i fogli con le loro promesse d’amore?

E gli invitati? Che strizzavano gli occhi e cercavano di sbirciare quanto scritto sul libretto aiutandosi con la luce fredda e meccanica del cellulare?

Ora immagina un rito nuziale alla luce delle torce dei telefoni. Non è il massimo del romanticismo, vero?

E anche in questo caso erano tutti altrettanto accecati, questa volta dal buio. Quindi addio sguardo d’intesa tra gli sposi, e tutto il resto.

Ecco perché sono andata di corsa dal responsabile del ristorante e mi sono fatta dare una abbondante quantità di candele. Con il suo aiuto e con quello di alcuni invitati operosi, abbiamo illuminato di candele la spiaggia, creando un percorso luminoso per aiutare la sposa a raggiungere il tavolo di celebrazione. Inoltre abbiamo illuminato la zona della cerimonia, per aiutare tutti a leggere senza sforzo (e senza cellulari!)

La cerimonia al tramonto si è trasformata in una cerimonia al lume di candela, altrettanto suggestiva. Ma se non ci fossi stata io?  E se il ristorante non avesse avuto le candele?

Come si poteva evitare?

Se prevedi di far iniziare la tua cerimonia nuziale ad un orario preciso, devi assicurarti un’organizzazione impeccabile. Un piano della giornata a prova di bomba che tenga conto anche di eventuali ritardi, del traffico e di possibili imprevisti. Un piano di riserva efficace, da tirare fuori se qualcosa dovesse andare storto. Mi è capitato spesso di aiutare i miei sposi anche in questo senso.

Lo so, tu hai pensato a tutto il resto dell’organizzazione del tuo matrimonio e hai lasciato la cerimonia per ultima. Perché pensi che sia facile da organizzare, che non ti serva confermare la celebrante con così tanto anticipo. Ma credimi, non è la scelta migliore.

Tra l’altro vorrei farti notare che l’unico modo per rendere coinvolgente ed emozionante un rito, anche se non va come previsto per qualche inconveniente, è quello di contare su un testo personalizzato, che metta in evidenza voi come coppia e porti tutti (sposi per primi) a dimenticare sia la troppa luce, sia il buio o qualsiasi altra difficoltà. E vivere come merita la cerimonia.

E per scrivere un testo come si deve ci vuole tempo.

Io posso aiutarti, ma devo prima conoscerti, dobbiamo creare il giusto feeling. Il mio percorso Cerimonia VIP non è  “scarico da internet quattro poesie e le leggo”, ma è “parto da un foglio bianco e creiamo insieme la tua cerimonia esclusiva, perché in ogni parola devi esserci tu”.

E quando un rito è fondato su queste basi è un successo, in barba al sole, al buio e agli imprevisti, perché si respira amore. Il VOSTRO amore.

Che cosa devi fare adesso per creare insieme a me la tua cerimonia?

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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Claudia

 

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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