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Unioni civili: do’s e don’ts

Le unioni civili sono una piccola/grande conquista. Non ancora l’espressione massima dell’uguaglianza e della tolleranza, ma sicuramente un passo avanti per uscire dal medioevo in cui l’Italia sembra essere prigioniera. Per le coppie same sex è una grande occasione per celebrare la propria volontà di stare insieme per sempre e questo a casa mia ha un unico nome: si chiama matrimonio.

Non matrimonio gay, matrimonio arcobaleno, matrimonio ugualitario, no… Solo matrimonio. Del resto ti avevo spiegato come la penso anche in questo articolo sulla cerimonia di unione civile, la mia opinione non dovrebbe stupirti.

Quello che dovrebbe destare qualche perplessità è il fatto che, nonostante in Italia ci si sposi da sempre, quando ad essere protagonista delle nozze è una coppia omosessuale, tutti sembrano brancolare nel buio e correre qua e là come galline senza testa. Ho deciso quindi di cogliere l’occasione per darti qualche consiglio, ispirandomi alle storie di sposi che ho avuto l’onore di accompagnare nel loro sì in questi anni.

Unioni civili, nuove possibilità, antichi problemi

1) Terminologia

Manlio e Giulio si uniranno civilmente tra poche settimane. Hanno organizzato un evento che potrebbe finire senza sfigurare sulle pagine di qualsiasi rivista del settore nuziale. Una cura maniacale per i dettagli, una marea di fiori, una torta da capogiro. Non vedo l’ora di vederli arrivare al tavolo di celebrazione nei loro elegantissimi vestiti.

Se li conosco come li conosco (ormai lavoriamo insieme al loro grande giorno da qualche mese) piangeranno entrambi. E rischierò di piangere anch’io, se non faccio appello a tutto il mio savoir faire da esperta celebrante.

Com’è

Quello che li caratterizza è che hanno deciso, categoricamente, di non utilizzare la parola matrimonio. Sulle partecipazioni, sui libretti della cerimonia, sui dettagli ricercati del loro evento c’è scritto “Unione di Manlio e Giulio”.

Il motivo è che loro odiano i matrimoni. Non si direbbe, visto che quello che hanno organizzato è (per attenzione, scenografia e cura per gli ospiti) pari in tutto e per tutto alle più tradizionali nozze etero. Il loro odio per i matrimoni deriva dal fatto che per loro questa parola è sinonimo di:

  • Cerimonia noiosa in chiesa
  • Scelte fatte solo per compiacere gli invitati
  • Tradizioni da subire senza che la coppia abbia voce in capitolo

Liberandosi dalla parola matrimonio si sono liberati dall’ansia di avere una festa diversa da quella dei loro desideri.

Come dovrebbe essere

Potresti pensare che quest’ansia deriva dal fatto che Manlio e Giulio sono una coppia omoaffettiva. Ti sbagli. Questa allergia ai matrimoni tradizionali è comune a moltissime coppie, di ogni genere, nazionalità e ceto sociale.

Anzi mi azzardo a dire che il matrimonio tradizionale non esiste più (o quasi). Vive solo nelle paure di chi si avvicina al grande giorno. Quindi non aver paura di usare questa parola, né di associarla all’evento che più parla al tuo cuore. Il tuo matrimonio sarà come lo desideri. Lascia da parte le ansie e le preoccupazioni.

2) Il gay pride

Attilio e Piero si sono uniti in matrimonio qualche anno fa. Le loro nozze sono state simboliche perché ancora la legge sulle unioni civili non era stata nemmeno pensata. Il loro grande giorno è stato molto emozionante per me, ma ha lasciato perplessi gli invitati.

Com’è

La ragione è che gli sposi hanno esagerato nel rimarcare il loro dissenso nei confronti delle ingiustizie e delle discriminazioni nei confronti degli omosessuali. Alcuni aspetti del loro matrimonio erano marcatamente simili a parate di protesta e gesti provocatori, come quelli a cui si assiste spesso durante il gay pride.

Va bene protestare, va bene ribadire il proprio dissenso, ma secondo me questo non ha giocato a loro favore.

Come dovrebbe essere

So che la mia posizione non piacerà a molti, quindi mi scuso in anticipo se quello che sto per dire ti sembrerà poco ortodosso o poco rispettoso della tua sensibilità. Però te lo devo dire. L’esagerazione non fa bene al tuo matrimonio.

Credo che quel giorno debba essere dedicato a celebrare e festeggiare l’amore, non a protestare. Per quanto giusta e sacrosanta sia la protesta, non è quello il posto e il luogo. I tuoi invitati non vogliono trovarsi coinvolti in un dibattito sulle nozze same sex. Forse alcuni di loro non hanno nemmeno un’idea ben chiara della loro posizione sull’argomento. Non vogliono andare ad un comizio o ad una parata. Vogliono starti accanto e festeggiare un momento per te importante.

Lo so, tu dirai che il matrimonio è tuo e non dei tuoi invitati. Ni. Perché il matrimonio è il momento in cui due persone si presentano davanti alla loro comunità (rappresentata o meglio guidata dalla celebrante) per dichiarare pubblicamente che vogliono stare insieme per la vita e che vogliono costituire una nuova famiglia. Senza la comunità non c’è matrimonio, a livello concettuale.

Quindi i tuoi invitati sono un ingrediente importantissimo delle tue nozze, così come in tutti i matrimoni e unioni civili. Se non si sentono a loro agio, se vengono forzatamente immersi in una situazione per loro imbarazzante, sarà la buona riuscita del tuo matrimonio a farne le spese.

3) Sotto tono

La situazione opposta l’hanno vissuta Antonietta e Carla, una coppia della provincia di Napoli che mi ha chiesto aiuto per una cerimonia di unione civile. Le loro famiglie non erano al corrente del loro matrimonio ed avevano il grande dubbio che fossero contrarie e che mettessero loro i bastoni tra le ruote.

Come è

Hanno scelto quindi di sposarsi in segreto. Solo loro due, la celebrante e i testimoni. E la loro preoccupazione era tale che hanno studiato attentamente la data, il percorso, la location e tutti i dettagli della loro unione, per evitare il rischio che qualcuno le incontrasse per caso o venisse a conoscenza del loro progetto. A nulla sono valsi i miei consigli, per aiutarle e rassicurarle.

Mi hanno chiesto addirittura un servizio di sicurezza, in cui delle persone di fiducia avrebbero fatto da “palo” per avvisare nel caso in cui qualcuno si fosse avvicinato al luogo della celebrazione. Puoi immaginare la quantità d’ansia e paura che c’era dietro a questo loro desiderio di segretezza?

Come dovrebbe essere

Mi rendo conto che per alcune famiglie può essere uno shock scoprire una novità così grande. Il concetto di matrimonio tradizionale, in cui un uomo sposa in chiesa una donna, è molto radicato in Italia. Spesso i genitori hanno difficoltà ad immaginare il loro figlio o la loro figlia in una situazione sentimentale diversa.

L’ansia di Antonietta e Carla è comprensibile. Però nasconderti non aiuta. So che non è facile, ma dovresti trovare un modo per comunicare con la tua famiglia PRIMA del tuo matrimonio. Celebrare la tua unione civile di nascosto e metterli davanti al fatto compiuto inasprirà solo i rapporti. Inoltre, sono sicura che a lungo andare il rimpianto per l’occasione perduta diventerebbe per te insopportabile.

Unioni civili: cosa fare e cosa NON fare

Quindi ricapitolando ecco i miei consigli sui do’s e don’ts del matrimonio same sex.

Cosa NON fare:

  • Non fissarti sul concetto di matrimonio tradizionale, non esiste più e non hai l’obbligo di seguirne le regole
  • Non trasformare il tuo matrimonio in una manifestazione di protesta, c’è un tempo per festeggiare e un tempo per protestare
  • Non avere paura di chi sei, del tuo amore e del tuo desiderio di farlo durare per sempre

Cosa fare:

  • Crea il tuo progetto di nozze su misura, in base ai tuoi gusti e alla tua storia d’amore. In particolare scegli una cerimonia scritta per te, che dia voce ai tuoi sentimenti
  • Assicurati di prenderti cura dei tuoi invitati e di metterli a loro agio. La loro presenza significa tanto, fa che sentano la tua gratitudine
  • Prendi in considerazione la tradizione del matrimonio etero e decidi consapevolmente in quali momenti seguirla e in quali no.

Per esempio potresti voler indossare un vestito elegante, potresti volere una bellissima torta da tagliare, un banchetto con portate squisite, un tema e dei colori significativi per rendere unico il tuo evento. Allo stesso tempo potresti non volere una festa troppo ingessata, un banchetto troppo lungo o una cerimonia noiosa.

Va benissimo, anzi di più perché sulla cerimonia posso aiutarti io. Posso dare importanza e solennità al grande passo che stai per compiere, creando un testo su misura per te e celebrandolo. In questo modo potrai avere un rito di unione emozionante e unico, che racconta la tua storia d’amore e che rende i tuoi ospiti partecipi e commossi. SENZA annoiarli o ingabbiarti in frasi trite e ritrite che non si addicono all’occasione.


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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Quando siete disponibili ENTRAMBI per essere ricontattati?* (Ricorda: ci si sposa in due!)

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Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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