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Perché il comune non concede la delega per il rito civile?

Ciao, oggi voglio fare con te un viaggio nel lato oscuro della burocrazia, per aiutarti a dare un senso alle risposte che ti vengono date quando organizzi il tuo rito nuziale. In particolare quando chiedi informazioni sulla delega per il rito civile.

Lo so, è un argomento ostico, ma cercherò di essere semplice e breve, promesso. Del resto i cavilli legali non piacciono a nessuno, e spesso anche gli stessi funzionari comunali li odiano a morte e cercano di interpretarli in maniera creativa.

Facciamo un passo indietro, che cosa si intende per delega per il rito civile?

Delega per il rito civile: parte noiosa ma necessaria

Devi sapere che la legge italiana prevede la possibilità di far celebrare il rito civile da una persona scelta dalla coppia. Un tuo amico o un tuo parente. La legge che lo prevede è l’art. 1, comma 3, del D.P.R. 396/2000, che dice (cito):

Le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate ai dipendenti a tempo indeterminato del comune, previo superamento di apposito corso, o al presidente della circoscrizione ovvero ad un consigliere comunale che esercita le funzioni nei quartieri o nelle frazioni, o al segretario comunale. Per il ricevimento del giuramento di cui all’articolo 10 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, e per la celebrazione del matrimonio, le funzioni di ufficiale dello stato civile possono essere delegate anche a uno o più consiglieri o assessori comunali o a cittadini italiani che hanno i requisiti per la elezione a consigliere comunale.

Ovviamente è scritto in burocratichese, ma detto semplice significa che se l’amico che hai scelto è maggiorenne, ha la cittadinanza italiana e può votare, allora può essere delegato a celebrare il tuo matrimonio.

Va fatta richiesta per iscritto e il comune chiederà una copia dei documenti del cittadino che deve essere delegato e un certificato di iscrizione alle liste elettorali. Insomma un foglio che dice che quella persona è presente nelle liste elettorali di quel comune (si richiede al comune di residenza).

Oppure al posto del certificato di iscrizione alle liste elettorali si può utilizzare una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. 445/2000. Sarà il comune in cui si celebra il matrimonio a dirti quale dei due documenti preferisce. Anche questo, a dispetto del suo nome pomposo, è un documento molto semplice, che si realizza in pochi minuti.

Delega per il rito civile: perché il comune non la concede?

Veniamo a noi, perché sicuramente ti stai chiedendo perché il tuo comune non concede la delega per il rito civile, anche se è chiaramente prevista dalla legge. Ebbene la legge indica questa possibilità, ma se accettare o no la domanda spetta al comune. La delega si può ottenere a discrezione del sindaco (o del suo incaricato).

So che già senti puzza di mazzetta, quindi voglio elencarti i motivi per cui, nella mia carriera, è capitato che il comune non concedesse la delega per la celebrazione del rito civile. Alcuni di questi sono comprensibili e condivisibili, altri… beh, lo sono molto meno.

1) Troppe richieste

Ci sono alcuni comuni molto grandi in cui si celebrano molti matrimoni all’anno. In quei comuni gestire tutte le deleghe costituisce un sur plus di lavoro, che va a gravare su un’amministrazione già sovraccarica.  Di conseguenza sono state fatte delle delibere e dei regolamenti interni per cui la delega non viene concessa a nessuno.

2) Insofferenza verso celebranti inadeguati

In sé celebrare un rito civile in modo che sia valido è un’impresa facile. Le cose cambiano, ovviamente, se si vuole un rito personalizzato, romantico e coinvolgente. Però se si tratta solo della cerimonia standard da pochi minuti e via, non serve un genio. Bisogna leggere quello che sta scritto sui fogli che ti vengono dati dal comune e firmare. Ci riuscirebbe chiunque, almeno apparentemente. La realtà dei fatti è un po’ diversa. Mi è capitato di sentire funzionari comunali lamentarsi del fatto che il delegato non sapesse leggere né firmare correttamente. Oppure del fatto, ancora più grave, che il delegato abbia stravolto il rito civile trasformandolo in un teatrino. Dopo uno, due, tre di questi casi, è comprensibile che il comune dica basta. Niente più delega per nessuno.

3) Scarsa conoscenza della legge

Non tutti quelli che lavorano nell’amministrazione sono bravi e attenti. Ok, lo so che qui ci scappa la polemica sui dipendenti pubblici che non fanno niente dalla mattina alla sera, però saltiamo questa parte, va bene? Diciamo per amore di diplomazia e verità che alcuni sono volenterosi ed esperti, altri… meno. È capitato che gli sposi si siano recati a chiedere informazioni e dall’altra parte hanno trovato una persona inesperta, che gli ha detto che la delega per il rito civile è impossibile. Che non è una possibilità prevista dalla legge.

4) Confusione tra “legale” e “illegale”

Ogni tanto ci sono delle inchieste giudiziarie che coinvolgono personaggi di spicco dell’amministrazione comunale. Più di una volta è capitato che l’ufficio fosse commissariato perché il sindaco era stato arrestato o comunque stava passando dei guai con la giustizia. In quelle situazioni i dipendenti comunali sono privi di una guida e si sentono l’occhio della legge addosso. Somma questa cosa all’ignoranza della legge e avrai una montagna di dubbi. Le deleghe che abbiamo fatto erano legali oppure erano parte di qualche attività criminale? Non sapendo rispondere alla domanda, nel dubbio, i dipendenti hanno detto agli sposi che non potevano essere concesse deleghe.

5) Voglia di farsi vedere

Può un sindaco o l’assessore scambiare una cerimonia per un’occasione per fare propaganda politica? Mettersi a fare discorsi, dal tavolo di celebrazione, più adatti ad un comizio elettorale che ad un rito nuziale? Non vorrei mandarti in crisi ma l’ho visto (e sentito) fare. Brrrr… lascio a te i commenti!

6) Fuga dalla realtà

L’occasione di avere un microfono tra le mani, vestirsi eleganti ed essere al centro dell’attenzione in un contesto spettacolare è molto ghiotta. Per qualcuno che vive la sua quotidianità lavorativa tra le quattro mura di uno squallido ufficio può essere l’occasione per provare il brivido della notorietà. Spesso ho incontrato dipendenti comunali che vivevano di questo. La loro unica gioia era celebrare matrimoni. Non li giustifico, però un po’ mi fanno pena. Mi fanno molta meno pena quando invece di un rito civile standard si mettono in testa di poter celebrare una cerimonia simbolica o un rito civile personalizzato. Perché lì la loro mancanza di esperienza e competenza (del resto, non è il loro lavoro e non hanno mai studiato per svolgerlo) fa grossi danni. GROSSI danni.

7) Pregiudizio

Mi è capitato di incontrare funzionari comunali profondamente bigotti e contrari al matrimonio civile. Queste persone ritenevano che fosse loro dovere sabotare gli sposi che avevano scelto di non sposarsi in chiesa. Nella loro idea il loro matrimonio doveva essere segreto, squallido e rapidissimo a tutti i costi, e si impegnavano nell’impedire ogni personalizzazione. Anche quella minima della delega.

E se cambiano idea sulla delega per il rito civile?

Questi sono i motivi principali per cui i comuni non concedono la delega. Meglio concentrarsi quindi su quelli che sono disponibili. Se vuoi posso aiutarti nella ricerca di un comune che conceda la delega e di una location autorizzata.

Purtroppo però non basta informarsi prima.

Infatti mentre tu prosegui nei tuoi preparativi, cadono giunte, vengono eletti nuovi sindaci, approvate nuove delibere, commissariate amministrazioni, assunti nuovi dipendenti. Il tuo progetto di cerimonia civile personalizzata può scoppiare come una bolla di sapone da un momento all’altro.

Qual è la soluzione?

Potresti fare così: concentrarti su una cerimonia su misura per te, scritta appositamente per raccontare la tua storia. Romantica, emozionante, coinvolgente. La celebrerò io, con la delega del sindaco. E se le cose dovessero cambiare, il tuo rito si modificherà di pochissimo (verranno tolti gli articoli del codice e l’atto di matrimonio, che sono la parte più fredda e noiosa) e conserverà tutta la sua magia e il suo profondo significato. Sbrigherai in separata sede le formalità burocratiche in privato, soltanto voi e i vostri testimoni. E il giorno del matrimonio daremo spazio alle emozioni.

Il tuo amico non potrà essere il celebrante perché condurre un rito personalizzato è un incarico molto difficile da sostenere per chi non è esperto. Ma potrà essere il co-celebrante. Avere un ruolo fondamentale ed essere guidato e sostenuto nello svolgimento del suo compito da qualcuno che celebra matrimoni di mestiere da molti anni.

Lo so, tu hai il pregiudizio per il quale il rito simbolico è finto. Te lo hanno inculcato alcuni membri bigotti della tua famiglia. Loro pensano che un matrimonio non cattolico sia finto. Ma sai che ti dico? Se il tuo amore è vero, se tu stai veramente promettendo alla persona del tuo cuore di amarla per sempre, non c’è proprio niente di finto!

Mi piacerebbe fare una chiacchierata con te per approfondire questo argomento e spiegarti come posso aiutarti a coronare il tuo sogno d’amore. Compila il form per ricevere informazioni sul mio lavoro, sui costi e sulla mia disponibilità per la data che hai scelto.

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A presto

Claudia

 

 

 

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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