“Abbiamo dei professionisti interni che conoscono benissimo la location.”
“Vi consigliamo questi fornitori, che lavorano sempre con noi e conoscono benissimo la location”.
Se stai organizzando il tuo matrimonio, probabilmente hai già sentito questo tipo di frase almeno 47 volte.
La dice la location. Con quel tono di chi sottintende: “fidati, è meglio così.”
E suona ragionevole, no?
“Certo, se il fotografo conosce già la villa, sa dove sono i punti migliori per le foto.”
“Ovvio, se il fiorista lavora sempre lì, sa esattamente come fare.”
“Ha senso, se il celebrante è quello della location sa come muoversi.”
Suona sensato.
Pratico.
Quasi ovvio.
Ecco, lascia che ti dica una cosa.
È una scemenza.
Perché dietro quella frase innocente (“conoscono la location”) si nasconde una dinamica che ha molto più a che fare con il business della location che con il tuo matrimonio perfetto.
E voglio spiegarti perché.
Cosa significa davvero “conosce la location”
Ma che significa tecnicamente che un professionista “conosce la location”?
Sa dove sono le prese elettriche? Sa come gira il sole? Sa dove sono i bagni? Sa dove parcheggiare? Sa chi chiamare se c’è un problema?
Ok. Legittimo. Queste cose aiutano.
Ma ora lascia che ti faccia una domanda: un bravo professionista quanto tempo ci mette a scoprire tutte queste cose?
Risposta: circa 5 minuti di sopralluogo. Forse 15 se la location è particolarmente grande.
Non stiamo parlando di esplorare la giungla amazzonica o di atterrare su Marte.
Stiamo parlando di una villa, un castello, un giardino. Una location per matrimoni come ce ne sono migliaia. Con degli spazi e delle persone che ci lavorano.
Un fotografo professionista fa un sopralluogo, capisce la luce, individua gli angoli migliori, e il gioco è fatto.
Un fiorista bravo viene a vedere gli spazi, prende le misure, capisce dove mettere cosa, fine.
Un musicista serio arriva prima, prova l’acustica, sistema l’attrezzatura, fatto.
E un celebrante?
Un celebrante fa esattamente la stessa cosa. Guarda lo spazio. Capisce quale tipo di cerimonia è fattibile e quale no (a volte basta semplicemente una foto).
Non serve “conoscere la location da anni.”
Serve essere un professionista che sa fare il suo lavoro.
E questo include saper lavorare in posti nuovi.
Anzi.
Il vantaggio dello sguardo fresco (che la location non ti dirà mai)
Ecco qualcosa che forse non hai considerato.
I professionisti che lavorano SEMPRE nella stessa location tendono a fare SEMPRE le stesse cose. Perché hanno una routine. Un copione. Una formula che funziona.
“Le foto le facciamo sempre qui, poi lì, poi là.”
“I fiori li mettiamo sempre in questo modo.”
“La cerimonia si svolge sempre così.”
È efficiente. È rodato. Ed è uguale a quella di tutti gli altri.
Mentre un professionista che arriva in una location nuova ha uno sguardo fresco, vede cose che chi ci lavora sempre non vede più, trova angoli che gli altri danno per scontati.
Insomma, pensa a soluzioni creative invece di ripetere la formula standard.
Ho visto fotografi “esterni” trovare location per foto che i fotografi “interni” non avevano mai considerato.
Ho visto fioristi “nuovi” proporre allestimenti che nessuno aveva mai fatto lì prima.
E ho visto me stessa, come celebrante, trovare modi nuovi di pianificare la cerimonia che la location non aveva mai usato perché “si è sempre fatto così.”
Poi hanno replicato quell’idea facendola diventare uno standard per i matrimoni successivi, ma questa è un’altra storia.
Quello che voglio dirti è che uno sguardo fresco spesso è un vantaggio, non uno svantaggio.
Ma la location questo non te lo dice, perché non è nel suo interesse.
La verità che nessuno ti dice (ma che tutti sanno)
La verità scomoda è che quando una location ti propone “i suoi professionisti”, nella maggior parte dei casi c’è un accordo commerciale dietro.
Non sempre. Ma spesso. Molto spesso.
Per esempio la location prende una percentuale su ogni servizio venduto, oppure il professionista paga una fee alla location per essere nel loro “network”. O ancora, c’è un accordo di esclusiva (tu lavori solo qui, noi ti garantiamo clienti) oppure i professionisti sono letteralmente dipendenti o parenti del proprietario
E questo non è illegale, intendiamoci. Non è neanche immorale. È solo business.
Ma per te cambia tutto.
Perché quando c’è un accordo del genere, il professionista per chi lavora?
Per te o per la location?
Spoiler: di solito per la location.
Non sarebbe un problema se avesse il tuo stesso obiettivo, ma di solito quello che vogliono le coppie e quello che vuole la location sono in contrasto.
Le coppie vogliono un matrimonio unico, su misura, personalizzato al massimo, autentico.
La location vuole che tutto fili liscio. Che non ci siano problemi. Che i matrimoni siano efficienti, veloci, senza intoppi.
Vuole professionisti che non creino casini. Tradotto: che non chiedano cose diverse dal solito.
In pratica vuole matrimoni in serie, che si assomigliano tutti. Perché sono più facili da gestire.
Quindi i professionisti “interni” spesso sono scelti non perché sono i migliori, ma perché sono i più comodi e redditizi per la location stessa.
Il caso del celebrante interno (ovvero: il disastro annunciato)
Ok, tutto quello che ho detto finora vale per fotografi, fioristi, musicisti.
Ma per i celebranti è ancora peggio.
Perché spesso (e quando dico “spesso” intendo “troppo spesso”) i celebranti “interni” della location non sono professionisti.
Sono dipendenti della location che si prestano a fare anche i celebranti, parenti/amici del proprietario che si sono improvvisati o persone che hanno fatto un corso di 2 giorni e ora si definiscono celebranti.
Perché purtroppo questa professione non è ancora considerata una professione vera.
Per molti è solo un accessorio, un modo per far spendere altri soldi agli sposi in cambio di poco o niente.
Questi pseudo-celebranti di solito non vanno oltre un discorsetto standard.
Sempre lo stesso testo, con un’introduzione generica, qualche lettura ormai trita e ritrita e come unica personalizzazione i vostri nomi invece di quelli della coppia precedente.
Oppure aggiungono una frase tipo “si sono incontrati a una festa.” e la location te lo vende come “cerimonia personalizzata.”
WOW. Personalizzatissima.
Il punto è che un vero celebrante non lavora così.
Un vero celebrante innanzitutto ha una formazione seria (non un corso di un weekend), poi dedica mesi a conoscervi e alla costruzione del testo, scrive qualcosa di unico e non adatta un template già fatto.
Soprattutto, di solito ha una sua attività indipendente, difficilmente (molto difficilmente!) un celebrante serio lavora in esclusiva per una location.
Perché i celebranti bravi fanno questo lavoro per avere la possibilità di creare cerimonie su misura, una diversa dall’altra, quindi non si trovano bene a leggere sempre lo stesso copione.
Senza contare che le location che hanno i fornitori interni di solito sono dei “matrimonifici” e fanno tipo 200 matrimoni a stagione. Quindi puoi immaginare quanto poco tempo il celebrante abbia per dedicarsi a ciascuna coppia.
Penso di poter dire senza timore di essere smentita dai colleghi che nessuno accetterebbe mai di lavorare a queste condizioni.
Quindi quando la location ti dice “abbiamo il nostro celebrante”, dovresti già drizzare le antenne.
Se vuoi fare la prova, chiedi sempre se puoi portare il tuo celebrante.
Se la risposta è: “Beh, sarebbe meglio il nostro perché conosce la location…” inizia a sentire puzza di bruciato.
Se la risposta è: “C’è una fee per professionisti esterni” ti stanno letteralmente facendo pagare per NON scegliere il loro.
Dovrebbe essere un motivo sufficiente per depennare quella location dalla lista.
Ma quindi i professionisti interni sono SEMPRE da evitare?
No. Non sempre.
Ci sono location serie che hanno davvero collaborazioni con professionisti validi.
E ci sono professionisti bravi che collaborano con più location.
A me capita spesso di essere contattata dalle location per prendermi cura della cerimonia di una loro coppia e mi fa sempre molto piacere. Ma è una collaborazione libera, autentica e rispettosa.
Quindi verifica sempre, non fidarti della parola della location.
Perché la location può avere un interesse commerciale a venderti i suoi professionisti.
Mentre tu hai l’interesse a avere i professionisti MIGLIORI, non i più comodi per la location.
Vale per tutti i fornitori, ma mi concentro sul celebrante non solo perché è la mia professione, ma perché questo è il punto più critico.
Con il fotografo, ok, nel peggiore dei casi avrai foto standard, ma tecnicamente corrette.
Con il fiorista, ok, avrai fiori carini anche se non originali. Magari solo con un po’ di “puzza di cimitero” se sono sempre gli stessi fiori che entrano ed escono dal frigo per tutti i matrimoni della settimana.
Con i musicisti, ok, suoneranno le solite due canzoni in croce, ti ostacoleranno quando chiederai un repertorio diverso, ma non fanno gran danno.
Ma con il celebrante?
Con il celebrante stai giocando con il cuore del tuo matrimonio.
Con le parole che verranno dette, con il momento che dovrebbe essere il più memorabile.
E se affidi questo a “il cugino del proprietario che ha una bella voce”, avrai una cerimonia banale, per non dire imbarazzante. La stessa cerimonia che hanno avuto centinaia di coppie prima di voi.
Tu invece vorresti una cerimonia che è SOLO vostra e che ricorderete per sempre.
Ricapitolando… la verità è che un bravo professionista SA lavorare ovunque. Non ha bisogno di “conoscere la location da anni.”
Ha bisogno di competenza, esperienza, flessibilità, professionalità. E queste cose non dipendono dal luogo. Dipendono dalla persona.
E un celebrante preparato sa gestire una cerimonia in qualsiasi location.
Perché il suo lavoro non è “conoscere la location.”
Il suo lavoro è conoscere VOI.
E creare un momento che parla di voi, non del posto.
E se la location fa storie… beh, forse non è la location giusta per te.
Perché una location che ti vuole costringere a scegliere i loro professionisti non sta pensando al tuo matrimonio.
Sta pensando al suo business.
Se hai bisogno di aiuto per creare la tua cerimonia, in qualsiasi location, mi farebbe molto piacere aiutarti. Le date ancora disponibili per quest’anno non sono molte, ma c’è ancora qualche giorno libero.
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