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Storie di Comune follia, ovvero come organizzare il tuo rito civile senza litigare con gli impiegati del comune

Ci sono periodi dell’anno, tipicamente il periodo estivo, che corrisponde alla stagione dei matrimoni, in cui il mio telefono si illumina come un albero di Natale e si riempie di messaggi testuali e vocali sui temi più disparati.

Ultimamente però, gli argomenti di questi messaggi si stanno concentrando sulle dis-avventure delle coppie di sposi e dei miei collaboratori impegnati nel concordare con i responsabili dei vari uffici comunali i vari dettagli dei riti civili in programma.

Lavorando in tutta Italia, mi è capitato di avere a che fare con tantissimi uffici comunali ed ho incontrato delle persone veramente squisite e molto preparate. Persone disponibili, che si sono fatte in quattro per aiutare gli sposi ad avere la cerimonia dei loro sogni e per farci sentire benvenuti. Con loro si è creato un ottimo spirito di collaborazione, che non solo ha facilitato la buona riuscita del rito, ma ha creato anche una bella atmosfera durante i preparativi del matrimonio.

Accanto a questi ho però conosciuto altrettanti impiegati comunali, assessori e sindaci poco competenti. E, quel che è peggio, ostili. Prevenuti nei confronti dei riti civili e ancora di più nei confronti della figura del celebrante.

Oggi voglio raccontarti i comportamenti che mi sono piaciuti meno, e che ho trovato più deplorevoli. In questo modo saprai cosa aspettarti e potrai prepararti al meglio per ottenere quello che desideri: un meraviglioso rito civile personalizzato.

Se sei un impiegato comunale, ribadisco che NON sto facendo di tutta l’erba un fascio.

Ma certamente conosci anche tu qualcuno che ha un atteggiamento poco professionale o che cerca di ostacolare quelle coppie che desiderano un matrimonio diverso. E per parafrasare una vecchia campagna contro il fumo: chi tratta male gli sposi fa fare una figuraccia anche a te. Digli di smettere!

Storie di Comune follia, quando il matrimonio civile è un tabù

Per alcune persone, inclusi purtroppo molti funzionari pubblici, l’unico vero matrimonio è quello è in chiesa. Il rito civile viene considerato un ripiego. Un rito di serie B.

Con una mentalità da medioevo, si ritiene ancora che il matrimonio civile debba essere celebrato sotto tono. Senza festeggiamenti, senza abito bianco, senza musica, senza fiori.

E quando arriva una coppia per cui quel matrimonio è importante, che vuole celebrarlo degnamente e vivere un’esperienza da sogno, iniziano i problemi.

In questi dieci anni abbiamo incontrato persone che invece di aiutare le coppie che SCELGONO un rito civile, hanno cercato di sabotare il matrimonio.

Ti segnalo alcuni casi.

Disclaimer: se hai già prenotato il tuo rito civile e non hai possibilità di cambiare Comune o celebrante, NON leggere oltre. Certe volte meglio non sapere!

  • Problemi di orario.

A volte viene data ogni rassicurazione agli sposi quando devono sposarsi fuori dalla casa comunale. Gli viene detto: “Non vi preoccupate, saremo qui per voi. State tranquilli, siamo a vostra disposizione!”

Ma poi, all’atto pratico, quella disponibilità viene meno. Quando arriva l’estate, e il sabato e la domenica si vorrebbe andare al mare, invece di fare ore di straordinario, improvvisamente vengono fuori dei paletti che prima non erano stati menzionati.

Così, durante il rito, il funzionario, che si era detto disponibile ad attendere che si leggessero i brani concordati, ha puntato i piedi perché doveva andare via. Costringendoci a modificare tutta la cerimonia per inserire il rito civile a metà. E ti lascio immaginare lo sforzo di mantenere la coerenza e l’efficacia del rito nonostante questo stravolgimento. Quella volta abbiamo davvero fatto un miracolo!

Oppure, ci è stato chiesto che il celebrante delegato ritirasse e consegnasse personalmente i registri e la fascia (cosa già di per sé abbastanza assurda), imponendo che questi rimanessero fuori per massimo un’ora. Se consideri che il matrimonio doveva essere celebrato in una location autorizzata distante circa mezz’ora di macchina dal municipio, ti renderai conto dell’assurdità della richiesta.

Mezz’ora per andare, mezz’ora per tornare… praticamente era stato calcolato di non lasciare tempo alla coppia nemmeno di scambiarsi le promesse. E meno male che erano a disposizione degli sposi! Figuriamoci se avessero voluto ostacolarli! C’è voluto un bel lavoro di diplomazia per venirne fuori.

  • Indicazioni sbagliate.

Non di rado sono state date indicazioni sbagliate. E quando questo avviene, non sempre (per non dire mai) il funzionario è disposto ad ascoltare chi cerca di aiutarlo a correggere l’errore. È difficile spiegare ad un impiegato del comune che tu hai celebrato e visto più matrimoni di lui e che sta sbagliando. Di solito, non la prende bene.

A me personalmente è capitata ogni genere di situazione, in varie occasioni in cui ho celebrato con la delega. Per non bloccare il matrimonio, e per non rischiare che il funzionario, contrariato, mandasse a monte la cerimonia, ho fatto come mi veniva detto.

Per me, il primo obiettivo è SEMPRE che il matrimonio avvenga senza intoppi. Gli sposi non devono vivere con ansia il momento della cerimonia e, quando ci sono questi problemi, cerco sempre di non fargli percepire che qualcosa non va.

Quindi mi è successo per esempio di dover indossare la fascia tricolore al contrario, perché il funzionario era convinto che si mettesse così. E in questo caso poco male, si tratta di una questione estetica.

Ma ci sono casi più gravi, in cui mi è capitato di dover firmare negli spazi sbagliati del registro o di non apporre alcune firme indispensabili perché secondo lui non servivano. Ovviamente poi ho provveduto a rettificare l’atto di matrimonio recandomi in Comune in un secondo momento, ma ti rendi conto dell’assurdità della cosa?

  • Tecnologia non pervenuta.

In alcuni casi, la scarsa dimestichezza con la tecnologia ha reso i preparativi molto più complessi. Quando un impiegato non sa usare la mail, non ha un fax, non sa cosa sia una pec, non si fida delle poste e – colmo dei colmi – non è reperibile per telefono, l’unica opzione è andare di persona a portare i documenti, in modo che possa fotocopiarli nel suo ufficio, e a prendere accordi per tutto.

E ti lascio immaginare quanto sia poco pratico questo sistema, quando il matrimonio si svolge dall’altra parte dell’Italia, o quando gli sposi risiedono all’estero o comunque lontani dal luogo della cerimonia.

Per ogni passaggio dei preparativi occorre un viaggio. Anche per quegli step che per legge o consuetudine si possono fare a distanza o per delega e che tutti gli altri comuni accettano di semplificare. Come lo chiami tu, se non sabotaggio?

  • Comportamento inadeguato

E veniamo agli aspetti più folcloristici e che forse una futura sposa nota di più. Tante volte capita che l’impiegato che porta i registri e la fascia al celebrante delegato, pretenda di rimanere fermo dietro al tavolo di celebrazione per tutta la durata della cerimonia. Anche nei momenti che non riguardano il rito civile.

E andrebbe anche bene, se questo non significasse avere, in TUTTE le foto del matrimonio, una persona estranea, che a volte adotta dei comportamenti inaccettabili. Qualche esempio? Presentarsi in tenuta da mare, giusto per dirne una. Oppure stare lì a braccia conserte con una faccia da funerale. Fumare durante la cerimonia, o peggio, telefonare.

Ecco, immagina che durante il tuo matrimonio, accanto alla celebrante che tu hai scelto, ci sia un tizio vestito in canotta e pantaloncini che fuma e intanto chiacchiera al telefono. Agghiacciante, vero? Io lo trovo inaccettabile, e mi dispiace dire che mi è successo più di una volta.

Un altro cattivo comportamento tipico è quello di scambiare la cerimonia per un palcoscenico. Quindi abbiamo impiegate del comune vestite in abito da sera, con colori appariscenti, scollature provocanti e tutto il contorno che puoi immaginare. Mi è capitato anche di incontrarne una che indossava un lungo abito di pizzo bianco. Praticamente un abito da sposa!

Oppure si assiste ad uno spettacolo da ora del dilettante o da comizio politico. Con il sindaco o funzionario di turno che vuole leggere delle poesie da lui scritte oppure si lancia in un discorso propagandistico (il periodo pre-elezioni è particolarmente critico).

  • Confusione sulla cerimonia

Voglio concludere con un aspetto forse meno grave dei precedenti, ma secondo me ancora più significativo. Il funzionamento del rito civile.

Negli anni infatti, prima che le cerimonie civili personalizzate (o simboliche) diventassero la norma, sono stati fatti tanti tentativi di riscaldare un po’ il rito, aggiungendo degli elementi che non fanno parte degli obblighi legali.

Per esempio, lo scambio degli anelli e le promesse nuziali. Quasi tutti i comuni danno la possibilità, agli sposi, di scambiarsi le fedi durante il rito civile, accompagnando se vogliono quel gesto con una promessa personale.

E fin qui, tutto bene. Peccato che ci siano alcuni funzionari pubblici convinti che scambiarsi le fedi sia un passaggio indispensabile, un obbligo di legge. È capitato quindi (più volte) che l’ufficiale di stato civile o il messo comunale bloccassero la cerimonia dicendo che il matrimonio non sarebbe stato valido senza gli anelli.

Vagli a spiegare che non è vero! Ricordo in particolare una coppia a cui il simbolo delle fedi non piaceva. Non avevano nessuna intenzione di mettere l’anello al dito. Ebbene, sono stati costretti, perché altrimenti l’ufficiale di stato civile aveva dichiarato che non avrebbe firmato l’atto di matrimonio.

Hanno chiesto in prestito degli anelli ai testimoni e se li sono scambiati, al solo scopo di far andare avanti la cerimonia. Ovviamente li hanno restituiti un minuto dopo le firme, quindi concorderai con me che l’ostinazione del funzionario è stata veramente inopportuna.

Organizzare il rito civile: come superare gli ostacoli

Ti ho raccontato alcuni degli aneddoti che mi ricordo, ma mi fermo qui, perché non voglio terrorizzarti ulteriormente. Ti informo comunque che nel gruppo cerimonia vip puoi incontrare coppie a cui tutte queste cose sono successe davvero (casomai pensassi che le ho inventate).

Ora voglio concentrarmi sul darti qualche consiglio per evitare questi ostacoli.

Il primo, ovviamente, è separare i due momenti. Proprio come si faceva una volta per i matrimoni religiosi, puoi celebrare le tue nozze civili in comune (voi due e i testimoni) e poi festeggiare con una cerimonia emozionante, romantica e coinvolgente nella location e nel giorno che preferisci.

Attenzione però: questa NON deve MAI essere una finta cerimonia civile, o una replica del rito civile. Non ce n’è motivo ed è anche piuttosto squallido. Sarebbe come dichiarare che non vi volete bene veramente e che state solo facendo finta per ingannare i vostri invitati.

La cerimonia personalizzata è un VERO rito di unione, che non ha valore legale (quello è assicurato dal rito civile svolto in comune giorni prima), ma ha un GRANDE valore spirituale, emotivo, sociale. Quindi se è fatta bene non ha bisogno di finzione.

Se invece vuoi a tutti i costi che il tuo matrimonio civile e il tuo rito di unione avvengano insieme, la prima cosa da fare è avere una cerimonia solida, gestita da una celebrante professionista, che sa come risolvere eventuali problemi con il comune.

Il top ovviamente sarebbe festeggiare le tue nozze in uno di questi comuni, i cui membri sono preparati, affidabili, attenti e favorevoli ai matrimoni civili personalizzati. Ma purtroppo su questo non puoi fare troppo affidamento, perché i ruoli sono mutevoli. Ci possono essere le elezioni, commissariamenti, pensionamenti o altri mille motivi per cui ti trovi poi quel giorno, come ufficiale di stato civile o messo comunale, una persona diversa da quella con cui hai preso accordi.

In questi dieci anni, come ti ho raccontato, io e le altre celebranti del team Cerimonia VIP ne abbiamo passate tante. E ci sono dei comuni in cui erano prevenuti nei confronti dei celebranti esterni, ma lavorando con noi si sono ricreduti.

Non me la sento di dargli torto, se all’inizio ci guardavano storto. Ci sono tanti pseudo celebranti, improvvisati o poco esperti in giro. E alcune volte ci hanno raccontato scene allucinanti.

Ma quando gli abbiamo fatto capire che rispettiamo il rito civile, non vogliamo stravolgerlo né ridicolizzarlo, hanno sempre apprezzato. Si sono emozionati e commossi durante il rito e hanno scoperto che il romanticismo e l’ufficialità non sono per forza nemici. E sono felici quando torniamo in quel comune a celebrare.

Quindi quello che posso fare da parte mia è offrirti il mio aiuto non solo per scrivere un testo su misura per la tua cerimonia, ma anche per aiutarti a destreggiarti con tutte le difficoltà che potresti incontrare durante il processo.

Per maggiori informazioni, compila il modulo che trovi qui sotto. Verrai ricontattata al più presto per una prima consulenza.

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Abbiamo tradizioni familiari diverseLa mia famiglia è preoccupata per la mia scelta di fare un rito personalizzatoNon mi sento a mio agio quando sono al centro dell'attenzioneLe cerimonie all'americana che ho visto in giro mi sono sembrate poco serieVoglio dimostrare a tutti che per me questo è un impegno solenne e importanteAltro (raccontamelo nel campo messaggio)

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Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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