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Come creare un rito nuziale perfetto (anche se non hai la minima idea di come funziona)

Tante coppie di sposi bloccano terrorizzate davanti alla consapevolezza di non sapere come organizzare il loro matrimonio e in particolare di non avere la più pallida idea di come funziona la cerimonia all’americana. Forse è anche il tuo caso e avrai pensato tante volte che è la prima volta che ti sposi e non hai la minima idea di come fare.

  • Come scrivere un testo efficace?
  • Come creare un allestimento mozzafiato?
  • Come fare ad evitare che gli ospiti rimpiangano la solennità del matrimonio in chiesa?
  • Come superare le obiezioni sulla “legalità” del rito?

Esiste un metodo per assicurarti la perfetta riuscita della tua cerimonia e trovare la soluzione a queste domande, anche se non hai la più pallida idea di dove iniziare. Sì, esatto, sto parlando di una strategia universalmente valida, indipendentemente dalle specifiche del tuo matrimonio. Qualunque stile, qualunque tema, qualunque atmosfera tu abbia scelto, questa strategia ti fornirà una chiave di lettura per unire in un tutto armonico ed efficace gli elementi fondamentali della tua cerimonia di nozze.

 

1- Elimina il rumore di fondo

Prima di tutto devi fare silenzio intorno a te, per concentrarti sulla buona riuscita della tua cerimonia.

Lo so, i dubbi sono tanti e non aiuta il fatto di essere circondata da tuttologi che sono improvvisamente diventati esperti di matrimoni e celebranti provetti.

Per intenderci gli stessi che ad ogni partita di calcio criticano le scelte degli allenatori o che dopo la vittoria di Trump sono diventati in un battito di ciglia esperti di politica estera o che si sono trasformati in guru della moda dopo aver seguito tre puntate di “ma come ti vesti?”.

Ne conosci qualcuno? Io a bizzeffe e scommetto che hai già ricevuto consigli sul tuo matrimonio da persone che ne sanno quanto te (o meno).

Alcune di queste persone mi fanno sorridere, incarnano alla perfezione il principio tutto italiano che spinge ad improvvisarsi in qualunque settore. Non riesco ad avercela con loro, perché,  da questa voglia di provarci anche senza essere preparati, sono nate grandi idee e grandi invenzioni. Gli esperti non piacciono a nessuno, credono di essere chissà chi e di poter dare lezioni a tutti. Gli hobbisti invece suscitano simpatia.

Conosci per caso qualcuno che fa un lavoro creativo o artigianale e che ha “le mani d’oro” o “un eccezionale talento”? Hai per caso un’amica bravissima a fare dolci, tanto che tutti le ripetono che dovrebbe aprire una pasticceria? Oppure hai un amico esperto di computer che ripete sempre che, se il suo attuale lavoro  dovesse andare male, si riciclerebbe con la creazione di siti internet?

Tutti amano quelli che costruiscono da sé il loro successo, provando e riprovando e diventando esperti un errore dopo l’altro. Non escludo affatto che l’amica possa diventare un’eccellente pasticciera e l’amico un web designer di successo. Questo processo però passa da alcune tappe fondamentali:

  • provare
  • sbagliare
  • studiare per migliorare
  • provare
  • sbagliare
  • studiare ancora

e così ad libitum. Le uniche certezze in questo processo sono racchiuse  in due vecchi adagi: “sbagliando si impara” e “non si finisce mai di imparare”.

sbagliando si impara
La pratica rende perfetti

Allora perché non fidarti di questi tuttologi invece di ascoltare me che sono l’antipatica esperta del settore? Quella che ha studiato e testato tutto il possibile sull’argomento cerimonie nuziali (sì, sbagliando, ri-sbagliando e migliorando con la pratica)?

È molto semplice, perché tu non hai tempo e non hai una seconda chance. Loro potranno col tempo diventare degli esperti, individuare i maestri giusti da cui imparare, scovare i testi più efficaci su cui studiare arrivare a sapere veramente quello che stanno dicendo. Nel frattempo però avranno probabilmente rovinato il tuo matrimonio, dandoti consigli sbagliati (nella massima buona fede) a causa della loro inesperienza.

Quindi per prima cosa devi costruire un filtro che ti protegga da queste intromissioni. Poi farlo in più modi. Uno è il metodo aggressivo, da vera bridezilla, in cui  urli a tutti di farsi i fatti loro e fingi un esaurimento nervoso per farli scappare via a gambe levate. Poi c’è il metodo ascetico, ti ritiri in Tibet in perfetta solitudine (oppure stacchi il telefono, togli la connessione al pc ed eviti occasioni mondane) in modo da non avere contatti con questi tuttologi e non farti spingere a fare errori madornali. Infine c’è il metodo dello scudo mentale, il mio preferito. Ascolti i loro consigli sorridendo e immediatamente dopo li fai scivolare nel dimenticatoio. Sciò, via, spariti!

Completato questo passaggio puoi dedicarti al punto numero due della tua strategia per una cerimonia nuziale di successo.

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2- Studia il tuo pubblico

Il rito nuziale all’americana ha un grosso pregio che equivale, per i non esperti, ad una grossa controindicazione: non ha regole.

Non ci sono leggi che stabiliscono qual è la struttura migliore e più efficace, se non considerazioni empiriche. Per la cerimonia in chiesa tu hai delle fasi prestabilite, sai a che punto della cerimonia ci sarà l’omelia, quando dovrai dire la tua promessa, quando ci sarà la comunione e così via. Il testo è inoltre sempre uguale (a parte qualche piccola modifica) tanto che le persone lo sanno a memoria: quante volte hai visto qualcuno muovere le labbra e anticipare le parole del sacerdote?

Cosa succede con questo tipo di cerimonia? Che le persone si addormentano o si distraggono perché è un po’ come una soap opera: puoi perdere anche dieci puntate, ma quando riprenderai a vederla i personaggi saranno ancora invischiati nella stessa storia. Con la messa è lo stesso, se ti appisoli per dieci minuti al tuo risveglio riuscirai comunque a riprendere il filo del discorso.

Con la cerimonia simbolica questo non succede.

L’altra faccia della medaglia è che non sai se viene prima il rito di unione o la promessa, se è meglio inserire una cerimonia della famiglia, un ringraziamento o una dichiarazione di intenti e in quale punto del rito. Non sai se è meglio che voi siate seduti o in piedi e quando è il momento di far interagire gli invitati o quello in cui è meglio che stiano fermi e intenti ad ascoltare.

La verità è che non lo sa nessuno. Se tu mi chiamassi in questo momento al telefono e mi chiedessi una cosa del genere non potrei risponderti nonostante la mia esperienza. E no, non è perché mi piace tirarmela, perché non sei una delle mie spose o perché ancora non mi hai confermato l’incarico. Insomma, è ANCHE per questo, ma non solo.

Senza conoscerti e senza avere informazioni su chi sono i tuoi invitati e come reagiscono a determinati stimoli qualsiasi mia risposta sarebbe approssimativa e forse persino inefficace. Dovrei prima di tutto parlare con te e farti una serie di domande mirate per approfondire la questione.

Il secondo step che devi affrontare per ottenere il tuo rito nuziale perfetto è creare una struttura efficace per il tuo pubblico. Lo so che è contro-intuitivo e che vorresti partire da chi sei e qual è la tua storia d’amore da raccontare, ma fa molta differenza COME la racconti.

Spiegheresti la stessa cosa ad un bambino e ad un professore con lo stesso linguaggio? Certamente no.

Esiste un tipo di intrattenimento che diverte allo stesso modo giovani e vecchi, famiglie e single, uomini e donne? Probabilmente no.

Lo stesso principio vale per la tua cerimonia. Per comporre la scaletta devi farti alcune domande importantissime.

intervista
Intervista in corso

1- Qual è il numero degli invitati?

Se sono troppi non potrai inserire momenti in cui tutti devono partecipare, se sono pochi dovrai dare un ruolo importante ad ognuno, perché rischi di escludere una minoranza che si sentirà dimenticata.

2- Qual è l’età media degli invitati?

Se la maggioranza è di giovani dovrai prevedere elementi con un ritmo breve, un tono divertente e molta partecipazione. Se la maggioranza è di anziani meglio puntare sulla solennità ed evidenziare le somiglianze con la tradizione

3- C’è una maggioranza di donne o di uomini?

Per conquistare le donne fanno molta presa tutti i momenti più romantici della cerimonia, quelli che strappano una lacrima di commozione e fanno sospirare e sognare il principe azzurro (soprattutto se ci sono molte donne single). Gli uomini spesso si annoiano quando c’è troppo miele, quindi nel loro caso bisogna puntare più su elementi divertenti e coinvolgenti. Va da sé che se più o meno sono pari devi dare importanza ad entrambi gli aspetti

4- Saranno comodi?

No alle cerimonie lunghe se i tuoi invitati devono stare in piedi sotto il sole di ferragosto su una spiaggia del sud (non ci crederai, ma ho ricevuto una richiesta simile: celebrare una cerimonia il 14 agosto alle 14:00 su una spiaggia vicino Palermo, immagina la gioia degli invitati… e la mia!).

5- In che rapporti sono tra loro?

Parenti = serpenti, dice il detto. Io dico invece che i matrimoni tirano fuori il meglio e il peggio delle persone e se nel tuo caso è il peggio a venire fuori devi esercitare cautela. I tipi di cerimonia che prevedono interazioni intense o fisiche tra gli invitati potrebbero non essere adeguati. Pensa cosa succederebbe se la celebrante chiedesse a tutti di prendere per mano e la metà decidesse di non farlo perché non parla con la persona seduta accanto a lei? Ovviamente può essere valido anche il contrario, potresti cioè decidere che il tuo matrimonio sarà il giorno in cui si sotterreranno le asce di guerra. In questo caso ti faccio i complimenti per il coraggio, in bocca al lupo!

Queste cinque domande ti daranno un mare di informazioni da annotare e schematizzare per fare le tue valutazioni correttamente. Saprai così che impostazione dare alla tua cerimonia di nozze per raggiungere il tuo ideale, il tuo rito nuziale perfetto.

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3 – Conosci te stessa

Nell’antica Delfi la sapevano lunga, ma dubito che quando hanno inscritto nel tempio di Apollo il famoso insegnamento “γνῶθι σαυτόν” stessero pensando alle cerimonie simboliche. Tuttavia chi può saperlo? Può darsi che la Pizia avesse previsto il tuo matrimonio e che l’oracolo si rivolgesse proprio a te. Chi siamo noi per dirlo?

In ogni caso, questo detto capita a fagiolo per ricordarti il terzo importantissimo elemento per la costruzione della tua cerimonia all’americana. Qui devo affrontare un argomento che fa paura a molti, ma che è indispensabile prendere di petto per evitare scivoloni che poi rimpiangeresti.

  • Sei tu la star della giornata
  • Sarai al centro dell’attenzione
  • Ogni tuo gesto e parola saranno sotto i riflettori

Se pensi di non farti notare con la tua cerimonia simbolica, di passare inosservata o di non essere giudicata stai commettendo un grosso errore di valutazione. Tu sei la sposa, non puoi sfuggire. Lo stesso vale per lo sposo, e qui dovrai essere brava tu a mettergli questo concetto a forza nel cervello, perché lui con ogni probabilità avrà una serie di paturnie. Quelle tipiche che di solito affliggono gli uomini che si avvicinano al matrimonio:

  • Vuole che la cerimonia duri meno possibile
  • Non vuole dire niente, è disposto a concederti al massimo un flebile sì
  • Non si vuole esporre perché si vergogna

Mettiamo subito in chiaro una cosa: questo non è possibile. Non succederà. 

La cerimonia all’americana non è un posto dove nascondersi. Anzi è qualcosa che suscita interesse, curiosità e voglia di capirci di più in tutti gli invitati. Non puoi sperare nell’effetto soporifero della messa o nella rapidità della cerimonia civile per non farti notare.

Lo so che ti si torce lo stomaco al pensiero di stare lì, in piedi davanti a tutti a leggere la tua promessa. Lo so che hai paura di sbagliare, di impappinarti, di metterti a piangere o a ridere sguaiatamente senza riuscire a contenerti. Ma questo non cambia le cose: saranno tutti lì per vedere e ascoltare TE.

La celebrante è solo un tramite attraverso il quale gli sposi si assumono l’impegno di vivere insieme e amarsi per sempre, deve condurre la cerimonia, unire le varie fasi, rassicurare gli ospiti, rappresentare l’autorità e spiegare passo passo quello che sta succedendo. Ma a nessuno importa veramente di me. Sono lì per voi due.

L’importante è quindi che tu organizzi tutto con la massima attenzione per dare il meglio di te. Puoi riuscirci solo se ti conosci a fondo e sai quali sono i modi in cui reagisci allo stress. Usa un pizzico di strategia! Ti faccio qualche esempio:

  • Sei una persona ansiosa, ma sai che c’è quella canzone che ha il potere di calmarti e di rilassarti? Studia la cerimonia in modo da inserirla nel punto più critico per te.
  • Avere vicini i tuoi genitori ti rassicura e ti fa tornare all’incoscienza dell’infanzia? Ecco un ottimo motivo per creare un momento in cui saranno al tuo fianco.
  • Tendi a distrarti e hai l’impressione che le cose scivolino via troppo velocemente? È necessario che tu inserisca nei momenti critici qualcosa che risvegli la tua attenzione.
  • Sei una persona poco emotiva, ma c’è quella poesia che ogni volta ti commuove? Valuta se inserirla nel rito per aiutarti a lasciarti andare.

Non puoi nasconderti. Quindi tanto vale giocare al meglio le tue carte, no?

Intendiamoci, prima che tu abbia una crisi e ti raggomitoli sul pavimento avvolta nel velo cercando di sparire dalla faccia della terra.

Nessuno te ne farà una colpa se balbetterai, se i impappinerai, se ti metterai a piangere o a ridere. Anzi, l’autenticità è uno degli elementi più importanti di un rito nuziale di successo. Questa non è una recita e non devi sapere le battute a memoria, studiare a tavolino le tue espressioni e i tuoi gesti. Questo benché sia molto importante sapere quando devi alzarti e quando devi sederti, quando devi girarti verso il celebrante, verso il tuo sposo o verso gli invitati.

Ma i tuoi ospiti stanno affrontando un’esperienza nuova, non sanno cosa aspettarsi né come comportarsi. Guarderanno alla celebrante per avere un riferimento, ma guarderanno voi e quello che fate per avere uno strumento di valutazione che li aiuti a vivere quest’esperienza.

La Pizia disegnata da Angelo Todaro
La Pizia disegnata da Angelo Todaro

Immagina di andare in viaggio in una nazione straniera di cui non conosci NIENTE. Sai a malapena che ci dovrebbe essere il mare e che gli abitanti del luogo tengono tantissimo all’etichetta. Sai anche che lì ci sono due persone a te care, arrivate poco prima di te e che hanno una minima esperienza degli usi e costumi del posto.

Arrivi lì, tutto è bellissimo, un panorama mozzafiato, un clima spettacolare. Sei felice, ma non sai cosa aspettarti, non sai come comportarti, hai paura di fare qualche errore e di perderti qualcosa di importante.

Per fortuna con te ci sono i tuoi amici e c’è una guida. Un’indigena che parla la tua lingua e che ti conduce nei posti più belli che tu abbia mai visto e ti presenta alle persone più influenti della città. Vuoi assolutamente fare bella figura e noti che la guida fa dei gesti insoliti, non capisci se devi ripeterli anche tu perché fanno parte del galateo del posto o se devi stare ferma. Come fare a capirlo? Sicuramente la tua reazione immediata sarebbe guardare i tuoi amici e vedere cosa fanno loro.

Lo stesso avviene per le cerimonie. La celebrante è una guida che aiuta sposi e invitati a viaggiare in una terra inesplorata, ma siete voi due le persone che i vostri amici e parenti guarderanno per avere una chiave di interpretazione del rito. Cercheranno di capire dal vostro comportamento qual è il tono della cerimonia: formale, informale, romantico, divertente? I vostri gesti, le vostre posizioni, i vostri sorrisi, le vostre parole saranno il loro GPS per non perdersi in questo luogo meraviglioso, ma sconosciuto.

Visto che tutti gli occhi saranno puntati su di te c’è una sola cosa da fare per brillare nel tuo giorno speciale: creare il rito su misura per te. E per fare questo devi conoscerti e farti conoscere dalla celebrante. Dovete farlo entrambi.

Se quindi avevi pensato di cercare su internet qualche schema da seguire, un po’ di testi da copiaincollare per creare il tuo rito nuziale, devo purtroppo deluderti. È la cosa peggiore che potresti fare, servirebbe soltanto a sottolineare quanto sei diversa da quelle parole. Un pesce fuor d’acqua. Sono sicura che non è questa l’immagine di te che vuoi dare alle persone che ti vogliono bene e che si sono riunite per festeggiare te e la persona che ami. Non vuoi che pensino che stanno assistendo ad una recita, alla cerimonia di qualcun altro, ad una messa in scena.

Il tuo amore è vero, unico e speciale e ha bisogno di parole vere, uniche e speciali per essere celebrato. I riti copiaincollati da internet lasciali alle spose senza personalità, quelle che si accontentano di un matrimonio uguale agli altri, fatto con lo stampino, banale. Tu non sei così, se stai leggendo queste parole e sei arrivata a questo punto della lettura significa che hai veramente a cuore il tuo matrimonio, che vuoi che sia stupendo, emozionante e indimenticabile. Non ti stai sposando “tanto per”, ma vuoi coronare un sogno che coltivi da tempo e sei intenzionata a fare le cose per bene e seguire passo passo il percorso più efficace per ottenere un rito nuziale perfetto.

Ne convengo, le scorciatoie sono più comode, ma il prezzo delle scorciatoie sono risultati  deludenti.

dimmi di più

Ora invece hai le tre tappe preliminari del cammino, che ti aiuteranno a definire la tua strategia:

  1. Elimina il rumore di fondo
  2. Studia il tuo pubblico
  3. Conosci te stessa

Procedendo nei preparativi ti accorgerai del valore di questi tre potentissimi strumenti contro l’incertezza e la banalità. E se vuoi assicurarti la complicità della guida indigena di cui parlavamo prima io sono a tua disposizione, per aiutarti a creare un matrimonio perfetto.

Scrivimi una mail, ti risponderò oggi stesso.

Love

♥♥♥ Claudia

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Ciao, sono Claudia Carbonara, officiante professionista e ideatrice del metodo Cerimonia VIP. Leggi la mia storia nella pagina Chi sono.

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